sabato 26 dicembre 2015

Audi-o-rama: The future(s) of music / TASTE

Audi-o-rama: The future(s) of music / TASTE

Se tu dovessi invitare i tuoi giornalisti, critici musicali e artisti preferiti di sempre a un convegno, giocare insomma a una specie di Fantacalcio del music nerd, chi chiameresti? Ecco, magari non c'erano Greil Marcus e Tavi Gevinson, ma il mese scorso mi è capitato di trovarmi in una situazione abbastanza simile, quando sono finito alla prima Audi-O-Rama conference a Verbier, in Svizzera. Un vero e proprio simposio (ma i greci non conoscevano il Moscow Mule e l'Old Fashioned) con gente del calibro di Giorgio Moroder, Laurie Anderson, Daniel Miller della Mute, Chris Watson dei Cabaret Voltaire, Howie B, Maura Johnston, Dorian Lynskey, Luca De Gennaro, Bill Brewster e molti altri. E poi, in mezzo a tutti questi nomi leggendari, ho dovuto prendere parola anche io - anzi, scegliere una parola. Il gioco, infatti, era quello di indicare uno dei termini che secondo noi rappresentano un aspetto del futuro della musica. Per una serie di ragioni tutte abbastanza prevedibili, mi sono divertito a scegliere "Gusto/Taste", e su Medium trovate la versione italiana di quello che, nel mio inglese fai-da-te imparato dalle canzoni degli Smiths, ho cercato di spiegare all'illustre platea. Il futuro della musica è salvo!

Ps: un ringraziamento speciale, come si dice in queste occasioni, a Fabio De Luca!



martedì 22 dicembre 2015

La Classifica dei Dischi dell'Anno 2015!

La Classifica dei Dischi dell'Anno 2015!

Nonostante in questi ultimi giorni abbia letto un sacco di bilanci, non saprei dire se il 2015 è stato un anno buono per la musica oppure no. Mi sono accorto di avere ascoltato meno dischi, in generale, ma di averne amati parecchi di più. Che sia solo un altro segno di senilità? A parte questa trascurabile nota personale, a mano a mano che passa il tempo mi sembra sempre più difficile trovare comuni denominatori in quello che succede alla musica che mi piace. Un po' è anche per questo che continuo a restare affezionato a questa piccola tradizione della "classifica dei dischi di fine anno". Non ho la pretesa di scrivere che questi sono i migliori dischi usciti nel 2015, ci mancherebbe: le riviste specializzate e le webzine più serie e attrezzate fanno già un enorme lavoro di selezione e segnalazione. Qui sotto ho voglia di raccogliere soltanto i dischi che mi hanno tenuto più compagnia negli scorsi dodici mesi, quelli che hanno suonato più forte alla radio, o in bicicletta, o che magari sono diventati i ricordi preferiti di una stagione, polaroid fatte di canzoni.
La settimana scorsa è andata in onda una puntata speciale di "polaroid alla radio", a più voci, insieme ad Alberto Simoni di Area Contaminata e Michele e Cecilia dei Qlowski, più un'incursione come sempre fulminante di Francesco "Bastonate" Farabegoli: dategli un'ascolto, secondo me è stato davvero un bel modo per finire quest'anno di musica.

~ ~ ~


10) Clever Square - Nude Cavalcade

Tra i dieci dischi che idealmente porterò con me da questo 2015 non potevano mancare i Clever Square. La banda ravennate, nell'anno del suo scioglimento, ha realizzato con Nude Cavalcade "il suo lavoro più completo di sempre", sintesi di tutte le anime che hanno attraversato nella loro carriera.

(mp3) The Clever Square - Higly Effective Solutions


9) Ultimate Painting - Green Lane

Nonostante alcune critiche poco entusiasmanti, secondo me gli Ultimate Painting hanno finalmente trovato la quadratura del proprio suono, onesto e rilassato, con una scrittura classica che resisterà al tempo.

(mp3) Ultimate Painting - Out In The Cold


8) Knife Pleats - Hat Bark Beach

Il debutto, per così dire, del nuovo progetto di Rose Melberg raccoglie «dodici canzoni, nessuna sopra i due minuti e mezzo, che si collocano apertamente nella tradizione figlia di Talulah Gosh e Shop Assistants, ma il tono questa volta sembra più solare e disteso, non distante dalle migliori All Girl Summer Fun Band!»

(mp3) Knife Pleats - Wonderful


7) Dick Diver - Melbourne, Florida

«Una tensione che non si spegne: ha solo avuto tutto il tempo, fin troppo tempo, per prendere coscienza dei propri limiti, della propria complicata vanità, di quei "cancelli del nulla" da cui fatichiamo a staccarci».

(mp3) Dick Diver - Tearing The Posters Down


6) Any Other - Silently Quietly Going Away

«I riferimenti che vengono sempre citati per presentarli vanno dai Built To Spill ai Pavement, passando per Modest Mouse ed Elliott Smith. Ma in questi giovani ragazzi avverti una consapevolezza, una capacità di stare del tutto sulle proprie gambe, che lascia incantati e ti fa sorridere con un ottimismo che non è comune nella nuova musica italiana

(mp3) Any Other - Gladly Farewell


5) The Royal Headache - High

«I Royal Headache sono nel giusto, perché cantano qualcosa di vero, qualcosa che strappano dalla loro carne, e non si fermeranno di fronte a nulla. Un disco catartico, per usare una parola fuori moda, che ti piomba addosso con un'urgenza abbagliante,e ti fa sentire fortunato di essere qui e ora

(mp3) Royal Headache - Need You


4) Twerps - Range Anxiety

«Tutto resta sospeso ma in movimento, perché l'unica cosa che conta è continuare a girare intorno e intorno ancora. Questo amore va così, scorre. E anche questa musica ci segue. Sono "sentimenti semplici", che però non si possono semplicemente mettere via.»

(mp3) Twerps - Back To You


3) Westkust - Last Forever

«Questa è una musica che fa stringere i pugni, scalciare il cielo e andarsi a prendere tutto quello che bisogna prendere: "it's time to grow / it's time to go".»

(mp3) Westkust - 0700


2) Ben Seretan - Ben Seretan

«Il fatto è che la musica di Ben Seretan sembra crearsi senza traccia e senza limiti. Respira una luce estesa, e tu ti ci ritrovi dentro, senza direzione ma non smarrito, ti lasci cullare, adatti le pulsazioni del tuo cuore alle sue modulazioni.»

(mp3) Ben Seretan - Light Leaks


1) Trust Fund - No One's Coming For Us + Seems Unfair

Doppia uscita nel 2015 per Ellis Jones e i suoi Trust Fund (entrambi i dischi con copertine abbastanza impresentabili), una serie di canzoni che a distanza di così pochi mesi non fa davvero bene al cuore, un micidiale uno-due che mi ha lasciato tramortito, e che quindi si merita senza esitazioni la cima della mia classifica.
A inizio anno era arrivato il debutto No One's Coming For Us, tortuoso e irregolare, ma di una spietatezza che non mi sarei aspettato. E poi, a novembre, tra Pixies, Los Campesinos, Joanna Gruesome e soprattutto (perdonatemi) gli Envelopes, la conferma di Seems Unfair, il vero colpo di grazia: "you're too far down the wrong road / and there's nowhere else you'd even wanna go".

(mp3) Trust Fund - Can You Believe
(mp3) Trust Fund - Cut Me Out


- I miei concerti dell'anno:
1) il concerto d'addio dei Let's Wrestle al 100Club di Londra, 10 luglio
2) Ben Seretan @ Play ZOO, 22 luglio
3) tutto l'Handmade Festival 2015 a Guastalla (RE), 2 giugno
4) Trust Fund @ Covo Club, 10 ottobre
5) Disappears @ Freakout Club, 2 dicembre
6) The Parrots @ Mikasa, 21 maggio  

- Bonus track: un anno di live unplugged in studio a "polaroid alla radio"!

mercoledì 16 dicembre 2015

We’re better than we used to be

TINY RUINS & HAMISH KILGOUR RELEASE 7 TRACK EP "HURTLING THROUGH"

I thought I’d let you go,
I thought a lot, little did I know.


Quando devi fare qualcosa usi sempre questa espressione antipatica, "chiudere". Devo chiudere questa cosa entro domattina, non riusciamo a chiudere, hanno chiamato e chiudiamo subito! Tutta questa paura del vuoto che ti riempie dentro. Passare giorni e settimane a schiacciare tanti cubetti di vita, ammucchiarla come piccoli Wall-e a testa bassa.
Aspetta. Guarda. Si alza un tramonto sopra la nebbia, è dicembre, ascolta la musica e non dire una parola.
Perché arriva ancora una musica, è questo il fatto, e dice: lascia andare il tempo e la fretta. Una fortuna che non puoi lasciare sfuggire.
See the water softly run and overcome the stone
Breaking every border down with softness alone

La cantautrice neozelandese Hollie Fullbrook, meglio nota come Tiny Ruins, ha pubblicato un EP insieme ad Hamish Kilgour dei leggendari Clean. Si intitola Hurtling Through ed è esattamente quello che si potrebbe definire una piccola perla. Registrato a New York con la collaborazione di Gary Olson (Ladybug Transistor e cento altri), raccoglie sette canzoni che non puoi considerare fatte soltanto di un intimo folk acustico, colorato di percussioni lievi e giocose, qualche viola, un tocco rauco di sax. Sono canzoni trasparenti come poesia, quella poesia che ti fa fermare di colpo, come se avessi ritrovato qualcosa che non sapevi più di avere perduto, e in un attimo ti lascia lì, con gli occhi lucidi, fermo al binario mentre tutti intorno corrono. Sono canzoni letteralmente costruite sulla poesia, dato che un paio mettono in musica addirittura dei versi di Yeats.
La Fullbrook racconta che la collaborazione con Kilgour è nata quasi come un'improvvisazione, e mi piace anche la storia del cucchiaio trovato per terra. Perché non crederle. In fondo, forse cerco proprio questo: una semplice magia, una finzione che però ti dice qualcosa di quel che è vero meglio di uno specchio. Tutto sta nel ritmo che riesce a regalarti, nella quiete che ti mostra, se sai prenderla.



lunedì 14 dicembre 2015

Cuore a bussola!

Radio Città del Capo - cuore a bussola!

Oggi è partita la nuova campagna abbonamenti di Radio Città del Capo, e quest'anno ha un titolo che suona un po' strano: "Cuore a bussola". A me fa tornare in mente un vecchio verso dei Lino ei Mistoterital, "cuore a tombola", con uno di quei loro inimitabili giochi di parole. Invece l'obiettivo (ma mi va di usare anche la parola "ambizione") di RCDC è un altro, più concreto e alto al tempo stesso: fare della radio uno strumento per orientarsi nelle giungla delle scelte informative, musicali e culturali con competenza e passione. Trovate tutte le informazioni qui: c'è una maglietta da indossare con un certo orgoglio, e ci sono un po' di soldi da spendere per una giusta causa.
Poi, per venire a questo programma, come ogni anno tutto il palinsesto viene messo sottosopra e scompigliato, e così questa sera "polaroid - un blog alla radio" unisce le forze e le frequenze con Area Contaminata, lo spazio di Alberto Simoni, una di quelle voci dell'etere bolognese che già vent'anni fa mi insegnava un bel po' delle cose che mi hanno cambiato la vita (per non parlare del suo ruolo fondamentale sul dancefloor di un locale storico come il Covo Club). Ovviamente sarà per me un onore dividere il mixer con lui. Ne approfitterò per fare la mia personale Classifica dei Dischi dell'Anno, e per questo ho convocato a supporto Michele e Cecilia dei Qlowski, nonché Francesco Farabegoli, in collegamento telefonico dalla redazione di Bastonate.
Appuntamento alle 22 sui 94.7 e 96.250 Mhz in FM, nonché in streaming su www.radiocittadelcapo.it:non mancheranno ricchi premi e cotillon e, come di consueto, parecchi brindisi.

Always almost

Tonopah - Always Almost!

 Tonopah - Always Almost
Linton And Stewart - Looking For A Stranger On The Shore
Strange Faces - Brand New Way
Wesley Gonzalez  - Come Through and See Me
Emmanuelle - Free HiFi Internet
Homelette - Snowball (AA Remixx)
Strawberry Whiplash - Never Ending Now
Eerie Summer - Means Nothing To You
Postal Blue - Bitterness Is Sweet
Labradors - Paws
Seth Bogart feat. Kathleen Hanna - Eating Makeup
Cerf Volant - Dark End Of The Sea
Cozy Catastrophes - Yours Sincerely
Pete Astor - My Right Hand
Acid Ghost - There's No Use In Trying Anymore
Astropol - There Used To Be Birds
Go Dugong -  Zambi (feat. Biga)

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domenica 13 dicembre 2015

A polaroid for Christmas 2015

A polaroid for Christmas 2015


IT La mattina del 13 dicembre le ragazze scandinave indossano vesti candide e una corona di candele accese. L'oscurità della notte di Santa Lucia, che secondo il Calendario Giuliano era la notte più lunga dell'anno, è ormai alle spalle e la luce può ritornare. Ci si scambia doni, si preparano dolci tradizionali, si canta in coro e prende il via il periodo delle festività.
Come già gli anni scorsi, anche "polaroid alla radio" ha deciso di entrare nello spirito natalizio e di provare a farvi un piccolo regalo. Ho chiamato un po' di amici e di band e ho chiesto se volevano scrivere una canzone adatta a questa stagione, o almeno suonare una canzone che mi facesse compagnia mentre addobbavo l'albero di Natale. Ancora una volta, le risposte sono state superiori a ogni aspettativa.
Ringrazio tutti i musicisti che hanno partecipato, sono stati fantastici: qui sotto trovate tutti i link. Spero che vi piaccia. È una polaroid per Natale, per fare un po' di auguri a tutti.

ENG On the morning of December 13th, scandinavian girls wear white robes and a crown of candles. The darkness of the night of Saint Lucia, which according to the Julian Calendar was the longest night of the year, is now behind us and light can return. People exchange gifts, prepare traditional sweets, sing in choirs and kick off the holiday period.
Like we did the last years, polaroid blog has decided to enter into the Christmas spirit and brings you a small gift. I called some friends and some bands, and asked them if they wanted to write a song for this season, or at least play a song that could keep me company while decorating the Christmas tree. Once again, the responses exceeded all expectations.
I thank all the musicians who participated, they were fantastic. Below you can find all the links. I hope you like it. It's just a polaroid for Christmas to send some greetings to everyone.



[artwork by Claudia Toscano]

01) Alice Bisi - Have Yourself A Merry Little Christmas
02) Hund - I'll Be Stoned For Christmas (Dent May cover)
03) Naughty Betsy - All I Want For Christmas (Yeah Yeah Yeahs cover)
04) Barbàdos - Just For A Place In Your Heart
05) Elizabeth Morris - The Season (Padda remix)
06) OAK - Holiday (The Get Up Kids cover)
07) Husky Loops - Shy Guy
08) Baseball Gregg - Cyber Monday
09) Steven Lipsticks And His Magic Band - Christmas Thieves
10) Boys Age - Hey Oooh
11) X-Ray Picnic - Northern Exposure
12) Flood Regions - Leprechaun On The Moon
13) Yellow Yonder - The Runner
14) Mèsico - A Long December (Counting Crows cover)
15) REGATA - Jesus Was A Communist (Reagan Youth cover)
16) Ferro Solo - Airplanes
17) SMASH - Switching Light
18) Qlowski - I Don't Wanna Be Capitalized
19) Wolther RabbiTT - Allora ci sono dei segreti tra di noi (demo)
20) Homelette - Song For U
21) Le Man Avec Les Lunettes - 15 Dollars For A Sandwich
22) Dj Amarezza - I Get Drunk Like Pizzul Because It's Xmas Without You



venerdì 11 dicembre 2015

Polaroids From the Web

"We fall in love but we keep falling down" edition


Charlie Hilton


- Miglior titolo passato tra i miei feed questa settimana: "A Complete Guide to Music Snobbery in Noah Baumbach Movies" (e anche il pezzo è carino).

- " The best music books of 2015" secondo il Guardian (chissà quando riuscirò a guardarne anche solo un paio).

- "Top 10 Worst Songs of 2015" per il Time, e posso dire di averle evitate tutte.

- A match made in heaven #1: Charlie Hilton dei Blouse debutterà con un album solista intitolato Palana a gennaio su Captured Tracks. Il singolo che lo anticipa, 100 Million, vede la collaborazione di Mac DeMarco. La canzone è prodotta da Jarvis Taveniere dei Woods, mentre al resto del disco ha lavorato Jacob Portrait degli Unknown Mortal Orchestra:




- A match made in heaven #2: i Pains Of Being Pure At Heart hanno fatto un remix (molto luccicoso e Anni Ottanta) per gli A Sunny Day In Glasgow (la cui cantante Jen Goma, a sua volta, aveva già collaborato all'album dei Pains, Days Of Abandon):




- «Anyone who says “[X] is the future of the music business” is guaranteed to be wrong»: niente che non ci siamo già raccontati una dozzina di volta negli ultimi anni, ma "When Are People Going To Stop Proclaiming The Death of the CD?" una lettura "riassuntiva" la merita.

- I Belle and Sebastian hanno postato su facebook la ricetta del cocktail "If You're Feeling Sinister": ecco risolto il problema di cosa bere durante le prossime feste.

- Lo sapete che ogni tanto devo postare qualche nuovo articolo sulla Sarah Records: su London In Stereo c'è una nuova intervistona (stavolta davvero molto esaustiva) a Clare Wadd.

- «Pop has always been about more than “just the music” and it seems improperly grandstanding to now forge broad laments on how musical consumption came to be used as a proxy for morals and social politics, but there does seem to be a cynical side to the current declaratory, identity-confirming state of poptimism»: interessante riflessione su Pop, scrittura musicale e problematiche di genere su One Week One Band.

giovedì 10 dicembre 2015

Natale con Cassie

Cassie Ramone - Christmas in Reno

Cassie Ramone, i tuoi grandi occhi tristi sono spenti come le luci dell'albero di Natale in quella fotografia in campagna dai miei parenti, quando ero bambino. Anni lontani, gente di cui non so più il nome, l'eco di quella identica tristezza mansueta e domestica nelle tue canzoni oggi. Cassie Ramone, ti sei messa le calze rosse per suonarci la chitarra e ti sei seduta vicino al comò della nonna. Cassie Ramone, cosa ti hanno regalato, avete fatto il cenone, ti annoi a casa dei tuoi genitori, hai passato tutto il pomeriggio chiusa in camera a registrare da sola questo disco di cover. Li sentivi di là dalla porta, correvano tutti a salutare i cugini e le zie che arrivavano, portavano ceste, ammucchiavano i cappotti sul letto grande, Christmastime Is Here non ha mai fatto venire tanti brividi. Hai voluto suonare anche quella di Paul McCartney che ogni anno mi dimentico sia proprio di Paul McCartney: possibile? Ma tu niente, con il cuore gelido, tiravi dritto: "The party's on, the feelin's here / That only comes this time of year / Simply having a wonderful Christmastime". Facevi quasi paura. Con la tua vocetta da bambina che ha imparato a memoria la poesia, e questa sera la reciterà ostinata in piedi davanti al camino, tu Cassie Ramone le hai cantate tutte fino alla fine. L'album di canzoni di Natale di tutti i Natali di una vita di tedio, di tutti i lunghi giorni delle vacanze sprecate, di ogni tavola da sparecchiare, di ogni biglietto d'auguri dimenticato in fondo a un cassetto, di ogni neve vista da dietro al vetro, e poi passerà anche quest'anno, riporteremo l'albero e le palline colorate in cantina, mi raccomando, tieni il sacchetto con la carta colorata per i regali che l'anno prossimo torna buona.



Cassie Ramone - Little Saint Nick


Cassie Ramone - Run Run Rudolph

The light is coming through

Triptides - Azur

Vedi a cosa servono le classifiche di fine anno: è stato grazie a quella di Norman Records che mi sono accorto di essermi perso Azur, nuovo album dei Triptides, uscito ormai a luglio. Eppure la band di Bloomington, Indiana da queste parti è parecchio apprezzata, e per esempio era già finita dentro un nastrone estivo del 2011. Il loro suono nel frattempo si è smussato e disteso: quello che potremmo chiamare "garage surf" (più per il colore che altro) si è ammorbidito in un prolungato bagno di psichedelia. Ovunque si citano paragoni con Beach Fossils e Real Estate, ed è assolutamente corretto, ma nei Triptides persiste qualche accento di bassa fedeltà più pronunciato, come se risalendo dalla spiaggia i ragazzi si fossero persi di proposito, e non avessero tutta questa fretta di togliersi di dosso la sabbia e il sale. Ascoltare Azur in questi giorni sepolti dalla nebbia fa un effetto straniante, aggiunge una specie di malinconia per un'estate che poteva essere e non è stata. Meglio lasciarsi andare dentro queste jangling guitars, chiudere gli occhi e godersi il sole caldo di queste canzoni.



Triptides - Where You Are


Triptides - Hideout

mercoledì 9 dicembre 2015

Looking for a stranger on the shore

Amy Linton - Aislers Set

Quale label più appropriata della  Emotional Response di Stewart Anderson (Boyracer, Hard Left, ecc.) per dare alle stampe la prima nuova musica di Amy Linton da oltre dodici anni a questa parte? Amy Linton è stata l'inconfondibile voce delle Aislers Set, e prima ancora componente dei seminali Henry's Dress. Ora torna con un prezioso sette pollici che racchiude due tracce firmate assieme ad Anderson, più un inedito delle Aislers Set datato 2008. Manco a dirlo, vinile colorato e tiratura limitata. Se siete come me, quella voce vi appiana ogni incrinatura del cuore, e al tempo stesso quelle sue melodie vi provocano inquieti brividi: non lasciatevelo scappare.


LINTON + STEWART - Looking For A Stranger On The Shore

martedì 8 dicembre 2015

Westkust live @ polaroid!

Westkust live @ polaroid!
(foto di Lucio Pellacani)

Metto subito le mani avanti: questa nuova puntata del podcast di "polaroid – un blog alla radio", il programma in onda ogni lunedì sera da Bologna sulle frequenze di Radio Città del Capo, è un disastro. Volumi sballati, ebbrezza molesta, tempi morti, mancanza di una qualsiasi idea di scaletta, conversazioni in un inglese approssimativo che nessuno, fra i numerosi presenti in studio quella sera, si prendeva nemmeno la briga di tradurre. Eppure, questo disastro è tra quelli di cui sono più orgoglioso in tutti questi anni di radio. Ho infatti avuto la fortuna di ospitare, con un imprevisto live acustico (cosa niente affatto semplice e scontata per una formazione che di solito viene etichettata come "shoegaze"), niente meno che i Westkust.
Quella sera la band di Göteborg era reduce da un fantastico concerto aperitivo tra le mura amiche di ZOO. Il dj-set interamente svedese a cura del sottoscritto aveva avuto l'unico e dichiarato obiettivo di farli sentire a casa, tra vecchi singoli di Broder Daniel, inni dei Radio Dept. e belle rarità di Paddington Distortion Combo. La calorosa reazione del pubblico e i successivi giri a banco li avevano definitivamente convinti a proseguire i brindisi nei nostri studi. Il tempo di attraversare la città ridendo in bici e me li sono trovati lì di fronte al mixer. Ancora non ci credevo.
Questo è quello che ne è venuto fuori, disordinato e difettoso, ma comunque messo assieme con tutto l'amore di cui questo programma è ancora capace. Qui trovate il podcast integrale (a voi la sfida) mentre qui sotto ci sono le tracce che i Westkust ci hanno regalato dal vivo:

Westkust live unplugged @ polaroid alla radio
Radio Città del Capo - 2015/11/30

- Drown
- Easy
- 0700

venerdì 4 dicembre 2015

"We've tried to make the most of a lot of really good days"

The Lucksmiths

Piccolo regalo di Natale in anticipo da parte dei nostri amati Lucksmiths: la band australiana ha infatti postato su YouTube "Darkening Doorways", il breve documentario che chiudeva il loro DVD celebrativo del 2010 Unfamiliar Stars. Il documentario (girato, tra gli altri, anche da Darren Hanlon) segue i Lucksmiths nelle ultime date del loro tour d'addio, tra quattro chiacchiere al pub, un paio di schiette istantanee di backstage e la sala prove.
Sembra davvero una vita fa, quel piccolo mondo indiepop "fatto a mano", a tra preziose mailing list della Matinèe, indecifrabili fanzine portate a casa dai primi viaggi a Londra, e intermittenti notizie mezze capite male alla radio. Passano gli anni, eppure mi resta ancora difficile arrivare in fondo a una canzone dei Lucksmiths senza sentire che gli occhi stanno per diventare lucidi.





The Lucksmiths - Camera Shy

A story about some guy falling in love with a girl

'I Want to Hide My Face & Die' by Acid Ghost


Q: Tell us about the process of recording the songs.
A: When a girl leaves me heartbroken, I start playing my guitar and my tears fall down on the strings and plays beautiful melodies. [*]

Non credo sia necessario aggiungere altro. Se cercate in rete qualche informazione su questo Acid Ghost scoprirete che è un ragazzo di San Francisco, Ace Barcelon, in qualche occasione supportato da Mike Mendoza alla batteria. Classico songwriting da cameretta, una malinconica bassa fedeltà che a volte si fa più aggressiva (echi di Wavves in What Do I Say, per esempio), altre volte ha sfumature più Wild Nothing / Craft Spells (la cosa che mi sembra gli riesca meglio). Poesia da Tumblr di piccoli versi come "You're gonna leave me in the morning light / But I'll act as if I'm completely fine", e tra le tag del suo Bandcamp un "Mac DeMarco is overhyped" che sa molto di inside joke. Se tra una lacrima e l'altra Acid Ghost continuerà a sfornare bei dischi come ha fatto nell'ultimo anno, e a questo ritmo, sarà un nome interessante da tenere d'occhio.








mercoledì 2 dicembre 2015

Polaroids From The Web

"Forget flannel" edition

Forget Flannel: Seattle's New Artistic Hope Is its Feminist Punk Scene

- "Forget Flannel: Seattle's New Artistic Hope Is its Feminist Punk Scene": al netto del consueto stile Vice, buon reportage sulle pagine di Noisey intorno a una certa nuova scena, con nomi che suoniamo anche da queste parti come Tacocat, Chastity Belt, Childbirth, La Luz e Mommy Long Legs (più l'interessante scoperta - almeno per me - Mombutt).






- Un po' dappertutto, è già tempo di classifiche di fine anno. Una che di solito mi piace segnalare è quella di Popmatters tutta dedicata all'indiepop. Sebbene parziale e discutibile come tutte le classifiche, mi interessa perché tiene conto del fatto che "in 2015 a broad range of significant music could be considered indie pop through some lense".



- Anche quest'anno, mi sono ascoltato le 15 band segnalate nella "BBC Music Sound Of 2016" e anche quest'anno ne sono uscito ben poco ottimista. A margine, noto che l'unica band con le chitarre sono i Blossoms di Manchester: MEH.



- Qualche spunto un più, se non altro per i neuroni, tra le "10 People To Watch In 2016" di The Fader, con intersezioni tra musica, moda e arte.

- Ancora sul Guardian, da leggere anche "Making one album a year is no longer enough (unless you're Adele)": niente di troppo nuovo ma la (possibile) fine del formato album come "momento fondante" della vita di una band/artista è un passaggio verso il futuro che mi incuriosisce.

- A questo proposito: "How to release a record in 2015: An A-Z Guide", pezzo simpatico scritto da Ian Roebuck / Dirty Bingo Records.

- “Whatever works for people to hear the music. I think that it's great that music is so accessible now. When K started, actually hearing the music... that was the challenge. And in the modern world, hearing music is not a challenge. It's extremely accessible. And that's exciting, that people can hear music whenever they want to and hear it from all different corners of the world. So the idea was that we start a label because we want to share music with people and now that has become much more of a reality than ever before”: sempre positivo, Calvin Johnson (Beat Happening / K Records) intervistato da Clash.

martedì 1 dicembre 2015

It's A Holiday Soul Party!

It's a Holiday Soul Party by Sharon Jones

Le feste di Natale possono essere uno strazio: parenti imbarazzanti, regali che non sappiamo dove buttare, la depressione delle ricorrenze, un altro anno che arriva alla fine. Un buon antidoto a tutto questo consiste nell'inserire nella colonna sonora delle prossime settimane It's a Holiday Soul Party, la nuova raccolta di Sharon Jones & The Dap-Kings. Sì, lo so, gli album natalizi sono un genere abbastanza rischioso e a volte pacchiano, ma ormai dovreste sapere che dalla band di Brooklyn potete aspettarvi soltanto il meglio. Infaticabili come sempre, non si risparmiano nemmeno davanti a cover di classici come White Christmas o Silent Night (mai così dolente). Bei groove vecchia scuola, voce da brividi e un paio di inediti come ciliegina sul panettone (menzione speciale per la funkeggiante Ain't No Chimneys In The Projects: il Natale non è soltanto "bianco"). Mettete un po' di soul sotto l'albero!


Sharon Jones & the Dap-Kings - White Christmas

Sharon Jones & the Dap-Kings - Silent Night