venerdì 28 giugno 2013

Monnone Alone + Echopark live @ Hana-Bi!

MARK MONNONE + ECHOPARK + GATSBY DJ SET @ HANA-BI (WWNBB label night)

Sono piccoli dettagli, ma amo lo stile di Mark Monnone che prima chiama il proprio progetto solista Monnone Alone e poi decide di intitolare l'album di debutto Together At Last. È proprio quel tipo di humour sottile che in qualche modo riusciva a infilare anche nei momenti più emotivi dei suoi leggendari Lucksmiths.
E poi il disco è davvero un grande "together", dato che la lista di quelli che ci hanno suonato è una specie di All Star Game dell'indiepop: registrato da Gary Olson dei Ladybug Transistor (che lo accompagna anche nei live), vede la partecipazione di Gus Franklin (Architecture in Helsinki), Hamish Kilgour (Clean), Amy Linton (Aislers Set), James Ausfahrt (Love Is All), Bec Rigby (The Harpoons) e aggiungiamo pure Crystal Stilts e Still Flyin'.
Come abbiamo scritto nella presentazione, "il primo paragone che viene in mente è quello con gli scozzesi Pastels: una sfumatura più aspra tra le righe di una scrittura a prima vista dolce e limpida, una musica che si srotola e trova il giusto equilibrio tra sensibilità e asciuttezza". Ma in fondo sono solo tentativi un po' goffi di trovare sinonimi alla bellezza semplice e toccante di queste canzoni. E poi c'è già un fantastico track-by-track scritto dallo stesso Monnone su Mess And Noise.

Questa sera Mark Monnone verrà a presentare Together At Last dal vivo all'Hana-Bi di Marina di Ravenna. Sì, le previsioni mettono brutto ma se avete a cuore la musica (e non solo su facebook) sapete che sotto quella tettoia sulla spiaggia ci si può scaldare un bel po'.
Di spalla poi ci sarà Echopark, ovvero Antonio Elia Forte, pugliese trapiantato a Londra, che quest'anno ha realizzato un album fenomenale, Trees. Nelle recensioni ha richiamato paragoni con Animal Collective e Postal Service, ma fidatevi che dal vivo è molto più rock: guardatevi il video di Brother oppure leggetevi la bella intervista di Nur su Rockit.
A mettere un po' di dischi di contorno ci sarò anche io in formato Gatsby, insieme all'Anna di Sunday Girl.
Ci si vede a banco!


Monnone Alone - My Overdue Library Fines


Echopark - Brother EP


Zoo con pesci e concerti

Joyce In Pola - Live at Zoo, Bologna - Fish To Fish

Questa sera lo ZOO di Strada Maggiore festeggia i suoi primi quattro mesi di vita, e prima di chiudere per le vacanze vi invita a un party a tema quanto mai estivo: i pesci.
FISH TO FISH, questo il nome della serata, infatti "si ispira alle Festas de Lisboa, feste cittadine della capitale portoghese, durante le quali ogni anno un centinaio di illustratori sono invitati a disegnare una sardina su una sagoma comune". Allo stesso modo, ZOO ha pensato di invitare "un nutrito manipolo di illustratori" per interpretare e disegnare dal vivo un branco di pesci. Qui sotto ne potete vedere due in anteprima, a cura di Alessandra Riva e Silvia Rocchi.
L'inaugurazione è alle 19,30 con aperitivo e un'installazione dedicata al mare realizzata dall’artista bolognese Elena Fregni. ZOO si trasformerà in un paesaggio marino, popolato di impalpabili creature in fil di ferro.
Non mancherà poi la musica, con un live acustico di Joyce in Pola, band che qui a polaroid ben conosciamo e di cui riparleremo spero molto presto, e a seguire il djset a cura di Brace.

(mp3) Joyce In Pola - End Of The Ocean
 

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"A forza di dire grazie"

L'amore per il raudo #4

Gazebo Penguins - Festa Del Ringraziamento

L'amore per il Raudo non riguarda solo un disco, anche se l'ultimo album dei Gazebo Penguins (in free download oppure cd e vinile su To Lose La Track), spacca parecchio. È anche una questione di atteggiamento, di saper pensare e di saper fare. Per esempio, dopo aver organizzato Abbassa l'anno scorso, a poche settimane dal terremoto che aveva colpito l'Emilia, i Gazebo Penguins hanno pensato che, invece di tirare bilanci e fare quei bei discorsi "dodici mesi dopo", fosse il caso di rilanciare con un nuovo evento, che di cose da sistemare da queste parti ce ne sono ancora parecchie.
E così è nata La Festa del Ringraziamento, che ha coinvolto un'altra volta moltissime band. E queste sono state le parole "a caldo" con cui i Gazebo lo hanno riassunto. Ditemi voi com'è possibile non voler bene a una band così.

Cos'è successo alla Festa del Ringraziamento al LatoB di Finale Emilia?
È successo che chi c'era ha potuto vivere un'altra di quelle domeniche che difficilmente ti scorderai per il resto della tua vita. È successo che 12 band hanno suonato gratis dalle 15.30 a mezzanotte, e prima di andarsene tutte si sono fermate per dire Grazie di essere state chiamate a suonare. È successo che i ragazzi e le ragazze del LatoB nei giorni prima hanno preparato tutto a regola d'arte, con cucina, bar, backstage, due palchi e impianti perfetti. E che ci sono stati dei tecnici che hanno seguito tutto per 3 giorni senza chiedere una lira. È successo che tantissime persone sono venute e hanno fatto la propria offerta prima di entrare. È successo che ci sono state signore che hanno portato pietanze spettacolari per i gruppi. È successo che sono stati raccolti altri soldi (tanti) da destinare ai lavori di restauro del teatro di Finale Emilia. È successo che non è successo nulla di brutto (l'unica cosa brutta è che sia una cosa rara...). Che si poteva entrare al LatoB (che, come hanno detto i ragazzi dello Stato Sociale durante il loro live, è il posto con "il tetto più bello che sia mai stato costruito") e vedere com'erano stati spesi i soldi raccolti un anno fa ad Abbassa. E vedere che la musica a volte può anche far ripartire un posto con anni di storia che rischiava di non riaprire più. È successo che a forza di dire GRAZIE a chi aveva dato una mano e a chi l'aveva ricevuta, a chi suonava e a chi ascoltava, e a chi aveva fatto da mangiare e mangiato, spinato birre, sorvegliato i parcheggi, raccolto i bicchieri, aiutato a caricare gli strumenti, comprato dischi o magliette, insomma, a forza di dirsi GRAZIE il conto è andato in pari. Perché ogni tanto fare qualcosa gratuitamente sortisce quest'effetto qui, che i conti non sono a credito di chi si sbatte, ma la riconoscenza sincera diventa una ricompensa tale che i conti finiscono in pari. E tu che magari eri il destinatario dei grazie, diventi riconoscente a tua volta. La festa del Ringraziamento è finita con questa parità che certe volte la musica regala a chi la suona, e a chi l'ascolta, e a chi la organizza. E quando la musica si comporta così, essere musicisti, anche a tempo perso, diventa un onore per davvero.
Il terremoto dell'anno scorso ha lasciato case divelte, container in cui fare scuola, chiese inagibili e tetti da riparare.
Ma la musica, da Abbassa! alla Festa del Ringraziamento, dal punto di vista delle persone, ha rimesso le cose a posto, ha rimesso certe cose in pari. E noi da lì abbiamo voluto ripartire.
Un ultimo grazie, e poi di nuovo a pedalare.

Gazebo Penguins - Piuttosto bene

giovedì 27 giugno 2013

The person I once was

YAST

Recupero a fine giugno un disco uscito più di tre mesi fa (praticamente un peccato mortale per i blog), un po' perché mi sembra un disco a suo modo bello estivo, un po' perché sono svedesi e quindi vale tutto, e un po' perché ho sentito solo ora il remix di uno dei singoli e mi piace davvero un sacco. Tra un attimo ci arrivo.
La band si chiama YAST e il singolo in questione è la già nota I Wanna Be Young. Forte era la tentazione di intitolare così anche questo post, poi ho pensato che sarebbe sembrato troppo sdolcinato e prevedibile. E invece questo album del quintetto di Malmoe non è prevedibile per niente e ha facce molto diverse: quella rilassata e pop, un po' Blur, di Rock'n'Roll Dreams; quella più scintillante di Stupid o della title track, che potrebbero uscire da un disco degli Shout Out Louds; e quella più malinconica, tipo The Person I Once Was, che a volte sfiora un folk rock lieve, senza drammi. C'è anche un uso reiterato del falsetto, che a qualcuno potrebbe suonare antipatico, ma che invece non risulta mai troppo enfatico.
Nelle recensioni in giro gli YAST vengono spesso etichettati come "lo-fi", ma io non ci sento niente del genere. Anzi, la ricchezza di un disco del genere mi ha fatto tornare in mente un'altra band svedese capace di sorprendere canzone dopo canzone all'interno dello stesso disco, ovvero Peter Bjorn & John. Per ora gli YAST non hanno un singolo capace di conquistare l'universo come fu Young Folks, ma I Wanna Be Young, con la sua storia d'amore guastata dalla differenza d'età, ha quella freschezza indiepop tutta scandinava che non sentivo da un sacco di tempo.
Döden nel remix sposta il problema in zona balearica, e la crisi e le incertezze dell'originale sembrano volersi perdere, dimenticare di sé stesse. Unico dubbio: in svedese "döden" pare voglia dire "morte".

(mp3) YAST - I Wanna Be Young (Döden remix)
(mp3) YAST - Yast

martedì 25 giugno 2013

Rest in beach!

The Mantles

Tyrannosaurus Dead - Buried In The Ground
Wolf Alice - Bros
Alex Bleeker & The Freaks - Who Are You Seeing?
Boneyards - Rest In Beach
King Tuff - Stranger
Paula - Totally Nice
Echopark - Mountain
Blouse - No Shelter
The Mantles - Hello
Jagwar Ma - The Throw
Daft Punk feat. Julian Casablancas - Instant Crush
Coma Cinema - Virgin Veins
Sweet Baboo - C'mon Let's Mosh!

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“polaroid – un blog alla radio” – s12e29

sabato 22 giugno 2013

Daydreaming is a habit of mine


Ieri era il primo giorno ufficiale dell'estate 2013 e la fanzine statunitense Sincerely California (dedicata alla scena indipendente del sud della California) ha deciso di celebrarlo con una compilation in free download intitolata Daydreaming Is A Habit Of Mine.
Quindici band che comprendono nomi del calibro di Teenage Burritos, KEEL HER e Sweet Valley Slumber Party. Insomma avrete capito che qui si tratta di bassa fedeltà, tra polveroso garage rock senza speranza e l'indiepop più sfasciato. Proprio quello che ci vuole per me lungo la strada per il mare.
Qui sotto intanto lo streaming:

Forget about it

Catnaps

Si sciolgono i Catnaps, quelli dell'album Why Don't You Whisper? di un paio di anni fa, e di certo è una di quelle imprescindibili notizie dal mondo twee-pop che vi fanno domandare su quale cavolo di blog assurdo siete capitati. Me ne rendo conto, ma stasera per caso nei miei ascolti è ricomparsa la band di Philadelphia, e ho scoperto che nel frattempo hanno pubblicato altri tre EP, tutti in free download sul loro Bancamp. L'ultimo, Forget About It, è uscito la settimana scorsa, ed è davvero un concentrato di chitarre rumorose, adorabili ingenuità e timidezze assortite, e c'è pure lo special guest Fred Thomas dei Saturday Looks Good To Me.

(mp3) Catnaps - Pictures Of You

giovedì 20 giugno 2013

Tyrannosaurus Dead

Tyrannosaurus Dead - 'Pure//Apart' EP

Se vi piacevano i primi Pains Of Being Pure At Heart, quelli con le chitarre più fragorose e i ritmi dirompenti, dovreste trovare parecchio interessanti anche questi giovani Tyrannosaurus Dead e il loro nuovo EP Pure//Apart, pubblicato da Odd Box Records. Il quintetto di Brighton sembra sempre sul punto di oltrepassare il livello del rumore e perdere il controllo, ma c'è un nervosismo di fondo, qualcosa di intrinsecamente britannico (in un certo senso mi ricordano certi Standard Fare) che mantiene la potenza sonica concentrata, in bilico tra shoegaze e suoni pieni Anni Novanta. Non per niente la loro bio di presentazione cita Ride e My Bloody Valentine come riferimenti, e non è un caso che abbia prodotto il lavoro Rory Atwell, ex componente dei sottovalutati Test Icicle già al lavoro con Yuck, Male Bonding e Fear Of Men.

(mp3) Tyrannosaurus Dead - Soft

martedì 18 giugno 2013

Can you hear secret music?

The Pastels - Slow Summits

Possono abbracciarsi due voci? O a quale altra metafora sentimentale bisognerà ricorrere per tentare di ridurre in parole il pur semplice e carezzevole movimento di una melodia? Dentro Secret Music, canzone d'apertura di Slow Summits, il nuovo album dei leggendari Pastels, la voce di Stephen Pastels si sente poco, appena nei cori in chiusura, ma succede proprio quando Katrina Mitchell canta e chiede "can you sing a song quietly?". Domanda cruciale alla quale non si tira indietro. Tra i fiati e gli archi la luce è crepuscolare, intima. Il quadro si era aperto con una descrizione piatta e un furtivo invito: "Rain is falling on an European street / Park your car outside and be discreet". E fino alla fine si restà lì, incantati dalla dolcezza ma anche da quello che sembra essere l'inestricabile nodo tra la quiete della canzone e la chiave per poter udire la musica segreta.
Tutto Slow Summits è un disco pieno di misteri senza dramma. Piccoli trascurabili misteri, la tenerezza dei rompicapi della vita adulta: "night-time colors remind me of things we used to do [...] I wanted to steal something that was already mine". La naturalezza elegante e generosa che i Pastels riescono oggi, dopo tre decenni di carriera, a distillare in forma di canzoni fa quasi commuovere. Ti viene voglia di provare una smodata benevolenza per chiunque e qualunque cosa mentre ascolti questa musica scorrere: è tutto uno sfiorarsi, uno sgranare ricordi, indovinare un passo nascosto anche nelle danze più accese, sensuali e ormai risapute. Summer Rain ripete più o meno soltanto il titolo, ma nelle infinite variazioni che tra una goccia di pioggia e l'altra riesce a insinuare, nella voglia di "toccarti attraverso i vestiti fradici", riesce ad accogliere con affetto anche l'inevitabile cupezza: "nothing will saves us from us". E poi The Wrong Light, epica come una Like A Rolling Stone da cameretta, epica come se i Pastels potessero per assurdo mai suonare in qualche modo epici, rincara la dose: "we are shadows of the past".
Può anche darsi che Slow Summits tenda al maestoso, come per esempio nello strumentale After Image, notturno e autunnale, o nella romanticissima Kicking Leaves, entrambe intrise di una poesia alla Clientele. Ma è un maestoso per modo di dire, più che altro sono quegli arrangiamenti sontuosi di Jon McEntire a regalare certe sfumature classiche (Bacharach?) o addirittura Stereolab, come nella coda dell'eccezionale singolo Check My Heart. È un maestoso di incanti da un attimo appena, sfuggenti: "aeroplanes in the summertime / low in the sky / I could never say goodbye". È un maestoso che tu ed io, se ci guardiamo negli occhi, stanchi, stropicciati e dimenticati, riusciamo a vedere tutto in un colpo solo: "You shine a light in my soul / I wanted a lifetime not just to fall in your arms". E per questo trovo magnifico che l'ultima parola del disco sia Come To The Dance: un altro invito da accettare senza esitazioni.

(mp3) The Pastels - Night Time Made Us



post scriptum: Non sono riuscito a mettere nel post tutta una sere di informazioni utili e forse necessarie intorno a questo disco che si reperiscono in tutte le recensioni, come per esempio che si tratta del primo e vero proprio album della band scozzese dopo sedici anni; o che dentro ci trovate illustrissimi ospiti come Norman Blake dei Teenage Fanclub, i To Rococo Rot, i Tenniscoats, Gerard Love, Annabel Wright della formazione originale dei Pastels; né ho citato i dischi precedenti della band, tessendo una rete di possibili rimandi storici, né sono riuscito ad aggiungere una citazione dal gran bell'articolo di Kip Berman dei Pains of Being Pure at Heart sui fraintendimenti del twee-pop quando si parla dei Pastels.
Ma alla fine in un post non poteva starci tutto, e soprattutto non posso concepire che si possa parlare di questo disco come una scheda di Wikipedia e non in termini di semplice, aperta e totale lettera d'amore.

lunedì 17 giugno 2013

It could have been me

The Boy Least Likely To featuring Gwenno Saunders

All'epoca della massima (?) popolarità delle Pipettes, probabilmente a qualcuno avrebbe dato un certo sadico piacere vederle ridotte a cameriere di un fish&chips, tra fritture e pavimenti da pulire. Per una fugace stagione, le fanciulle a pois erano state capaci di catalizzare antipatie formidabili. Poi passò. E credo sia passata anche la stagione in cui su una pista indie rock un dj poteva suonare Be Gentle With Me dei Boy Least Likely To senza essere preso a lanci di bicchieri.
La hit rimane fino ad oggi il marchio di fabbrica della band britannica, tra melodie zuccherosissime, campanelli, battimani e quel buonumore perennemente malinconico. Invece il loro nuovo album The Great Perhaps, uscito da un paio di mesi, prova a mescolare le carte e si distingue per un uso maggiore dei synth, con una tendenza forse anche eccessiva a riempire qualcosa che secondo me dovrebbe restare più leggero e "più carino".
Una delle cose meglio riuscite in scaletta è proprio una collaborazione con Gwenno Saunders delle ex Pipettes (beh, ok, non della primissima formazione, ma oggi a chi importano più quei traumi...), questa It Could've Been Me di cui ora è uscito anche il video.
E devo dire che guardarlo mi ha messo un po' di tristezza non tanto per la storia un po' stucchevole ma piacevolmente fedele ai cliché del ritrovare la vecchia fiamma del liceo e del rimuginare sulle occasioni perdute, quanto perché il modesto fast-food, il giro per le serrande chiuse, questi due non giovanissimi protagonisti, con il loro "dieci anni dopo" alla Sapore di mare, e tutta quell'aria di sfiga assoluta, fuori tempo massimo, senza neanche più l'eroismo elitario delle battaglie perse, sembra davvero una calzante immagine per la malmessa situazione dell'indiepop contemporaneo.
Alla fine c'è un treno che si allontana: resta da capire se è quello dell'epoca che si chiude, o se vogliamo vederlo come il nuovo che riparte.


(mp3) The Boy Least Likely To - It Could've Been Me (feat. Gwenno Saunders)

Constant illusion making blurry what I'm for

Tre canzoni al volo come un'istantanea per ricordarmi di questo fine settimana, il primo davvero d'estate per questo trascurato blogghetto:

Sanity 7'' by Juan Wauters

Juan Wauters è il frontman degli sgangheratissimi Beets, che mancano dalle scene da ormai troppo tempo (Let the Poison Out è del 2011). Ha pubblicato un sette pollici da solista ormai tre mesi fa ma io me ne sono accorto solo ora, grazie a questo assurdo video che in qualche modo vuole essere un tributo a Andy Kaufman, cosa di per sé già lodevolissima. La canzone del lato A, Sanity, poi è adorabile e Richmaniana come un raggio di sole, anche se parla di starsene per uscire un po' di testa. Del resto, chi non.

(mp3) Juan Wauters - Sanity


Thee Goochi Boiz

A quanto pare, Thee Goochi Boiz sono degli scalmanati provenienti dal Colorado che un paio d'anni fa avevano pubblicato anche un album su Burger Records. Suonano del punk che ogni tanto ha l'ambizione di prendersi l'etichetta surf ma solo perché è stagione e poi fa figo, ma rispetto ai primi lavori sembrano avere messo a registro gli strumenti, capito come suonare tutti assieme e scoperto di essere più o meno capaci di modulare quelle voci. La Windian Records pubblicherà il loro prossimo album e questa You're Melting è la prima irresistibile anticipazione

(mp3) Thee Goochi Boiz - You're Melting
 

Alex Bleeker

Mi sto godendo molto questo How Far Away, nuovo album solista di Alex Bleeker (qui insieme ai Freaks), già bassista degli amati Real Estate. Non per niente, un paio di canzoni potrebbero tranquillamente stare nella discografia della band del New Jersey. Il suono qui in generale punta più al folk (garantisce la famiglia Woodsist), e nonostante l'umore complessivo del disco sembri essere quello del "recuperare i pezzi del cuore infranto" (la bella All My Songs confessa "I know it's obvious: my songs are all for you"), a metà scaletta spunta questa indomita Who Are You Seeing?, che suona esattamente il contrario del lamento che racconta.

(mp3) Alex Bleeker And The Freaks - Who Are You Seeing?

giovedì 13 giugno 2013

So hold on, will this go down my way?

Listen: Shout Out Louds – 14th of July (Jens Lekman remix)

Quando ieri è uscito questo remix di Jens Lekman per il nuovo singolo degli Shout Out Louds, 14th Of July, tratto dall'ultimo Optica, per un attimo è stato come se si riavvolgesse il nastro di questi ultimi dieci anni. Rivedevo tutti noi lì, quella sera d'estate davanti al bar dietro alla casa di legno dipinta di rosso, il bosco era profumato e la musica riempiva l'aria, e gli Shout erano una band incredibilmente promettente che non capivamo come mai non fosse già conosciuta in tutto il mondo, e Jens era timidissimo e vanitosissimo, e mentre non sapevamo se avvicinarci lo spiavamo bisbigliare a Frida. E mentre tornavano alla moviola, riconoscevo ogni personaggio che entrava nell'inquadratura, lo avremmo conosciuto poi, anche tu eri là. Brindavamo, ballavamo e ci presentavamo a chiunque e ogni cosa fluiva limpida e frenetica allo stesso tempo, e ancora non lo sapevo ma aveva lo stesso colore degli archi che Jens mette dentro questo remix (insieme alle sue immancabili percussioni), un "14 di Luglio" che sa più di primavera (o forse addirittura di alba) che d'estate.


Shout Out Louds - 14th Of July (Jens Lekman Remix)

lunedì 10 giugno 2013

I always color the sky blue

Vancouver - I Always Color The Sky Blue...

Per qualche stagione, nella seconda metà del decennio scorso, i Vancouver furono un po' i nostri Death Cab For Cutie, oppure se, preferite, i nostri My Morning Jacket, tanto per dire il primo nome che mi viene in mente e che mi rievoca quel suono "americano" là: erede di certi Novanta, un tocco folk e un bel carico di roba emotiva. Qui a polaroid poi li abbiamo sempre avuti a cuore, e ci regalarono anche un bel live in radio. La storia ovviamente prese un'altra strada, e la band di Parma non diede un seguito all'ottimo album Even My Winters Are Summers.
Ora Recycled Music ha messo assieme un EP (postumo?) in free download intitolato I Always Color The Sky Blue. Contiene cinque canzoni registrate live unplugged proprio tra Radio Città del Capo e Geeks (sì, il link non esiste più) su Radio Onda D'Urto di Brescia e lo potete scaricare cliccando sentimentalmente qui.

(mp3) Jennifer ('s Unpredictable Happiness)

giovedì 6 giugno 2013

Allah-Las inaugurano Sun Agostino!

Allah-Las

Poco tempo per il blog in questi giorni, ma la segnalazione per il concerto inaugurale della rassegna Sun Agostino di questa sera a Modena è proprio doverosa. Arrivano infatti in concerto gli Allah-Las, quartetto californiano che ha pubblicato uno degli album più apprezzati dell'anno passato. Un disco dalle melodie sinuose che riesce a coniugare il linguaggio garage rock con la malinconia, colorandosi di psichedelia e seduzione vintage Sixties. Le aspettative per il live sono piuttosto alte, un po' per le recensioni entusiaste che li accompagnano da sempre, un po' per una loro ormai celebre sessione per Daytrotter, votata come la migliore del 2012 dagli stessi lettori. Anche la location dovrebbe essere d'aiuto, dato che tutta la rassegna modenese avrà luogo nel recuperato cortile dell'Ex-Ospedale Sant'Agostino, in Via Berengario.

(mp3) Allah-Las - Catamaran

Parker Lewis + Plain Chocolate live @ polaroid!

Parker Lewis + Plain Chocolate live @ polaroid / Radio Città del Capo  2013-05-29

Questo nuovo episodio del podcast arriva un po' in ritardo anche per gli sgangherati standard di questo blog, ma l'attesa è stata ripagata perché nell'ultima puntata abbiamo avuto il piacere di ospitare live unplugged non una ma ben due band: il cantautore svedese Parker Lewis e il giovanissimo duo italo-britannico Plain Chocolate.Gli studi di Via Mura di Porta Galliera erano pieni di amici come non mai, e l'emozionata conduzione risente un po' dell'effetto dei brindisi, ma alla fine mi piace così, tutto molto polaroid.
Streaming integrale e download li trovate nella pagina del podcast, qui sotto le canzoni che ci hanno regalato le due band. Le fotografie sono di Margherita Filippini.

Parker Lewis live unplugged @ polaroid
Radio Città del Capo - Bologna, 2013/05/29:
Via Emilia
Vi är vår egen armé
Visa mig himle

Plain Chocolate live unplugged @ polaroid
Radio Città del Capo - Bologna, 2013/05/29:
Stale Taste Of Coffee
April
Flakes
Wet Kisses

lunedì 3 giugno 2013

Polaroids From the Web

"That taste for discomfort" edition

Hether Fortune - Wax Idols

- «The National makes me feel that rock music, like much of American literature and visual art before it, has died and gone to graduate school. The band delivers certifiable Quality-with-a-capital-Q, a perfect product of the English and music departments—the way that Lady Gaga is a perfect product of the semiotics department and an MBA program, though I definitely prefer Lady Gaga. At my most extreme, I’d even claim that the National reflects the way social and economic stratification are narrowing the space for cultural free agency and rewarding artists who straightforwardly serve either the libido of the mass market or the neurotic narcissism of the privileged classes.» Carl Wilson su Slate firma un pezzo intitolato abbastanza aggressivamente "Why I Hate the National - And how I decided it’s OK to hate the bands that I hate"

- Beggars, Domino, Merge, Saddle Creek, Secretly Canadian: "How Five Indie Labels Are Trying to Change The Major Distribution Game" (via Billboard)

- I Pastels hanno appena pubblicato Slow Summits, il loro primo album in sedici anni (ci torneremo su) e The Quietus chiede al frontman Stephen McRobbie di raccontare quali sono stati i dischi che hanno influenzato la sua educazione musicale. Ne vengono fuori tredici recensioni perfette di nomi tipo Arthur Russell, To Rococo Rot e Television Personalities, ma anche meno prevedibili tipo Miles Davis e Maher Shalal Hash Baz.

- "Daft Punk, Kanye, and Boards of Canada: The Gimmicky World of Music Marketing" (Via Village Voice)

- L'etichetta discografica newyorkese Captured Tracks apre un negozio di dischi, ma ovviamente non sarà "soltanto" un negozio (via Hypebot)

- «No one in the Bay Area music scene metes out painful pleasure, or pleasurable pain, like Heather Fedewa, aka Hether Fortune. She's best known as the leader of Wax Idols, an all-female rock band that explores the fine line between noirish pop and ear-shattering punk. But when she's not recording or touring, Fortune beats men for money as a professional dominatrix. It's an outlet for her long-running interest in the aesthetics of sadomasochism. And, as she discovered a few years ago, Fortune simply enjoys dispensing hurt.» ("Hether Fortune of Wax Idols" via SFWeekly).
Ecco, ora che ho scoperto questa cosa sarà impossibile riascoltare il disco senza pensarci.
(mp3) Wax Idols - When It Happens