sabato 31 dicembre 2011

Postilla al discorso di fine anno






Nevah forget:
groove is in the heart.

Musica, soldi, luoghi


Per tutti quelli che in questi giorni sono ancora sommersi dalle classifiche dei dischi di fine anno, un ultimo modo per fare i conti in tasca ai dodici mesi appena passati è quello di incrociare due tabelle ormai diventate tradizionali: prendendo come unità di misura Pitchfork, Matthew Perpetua ha stilato anche quest'anno le "U.S. Sales Figures for Pitchfork’s Top 50 Albums of 2011", che incrociano la classifica della webzine con gli effettivi dati di vendita, mentre "The Geography of the Year in Music" verifica la provenienza di quelli che vengono considerati i "migliori" dischi dell'anno, confermando ancora una volta la visione America-centrica (e parecchio bianca) di quello che oggi è il mondo indie.

(Grazie a Jonathan per la segnalazione - foto di Iconoclastique)

venerdì 30 dicembre 2011

That was now, this is then

Dot Dash
La biografia dei Dot Dash sembra uscita da un generatore automatico di post di polaroid alla radio: il chitarrista e cantante Terry Banks era insieme al bassista Hunter Bennett nei Julie Ocean, per i quali mi ero preso una cotta qualche estate fa, il batterista ha militato negli Swervedriver e in varie formazioni Dischord, il loro debutto (se così si può dire, vista l'età media della band di Washington) intitolato Spark>Flame>Ember>Ash esce per Beautiful Music, che è quella label canadese che periodicamente pubblica album di tributo ai Television Personalities, e come se non bastasse prendono il nome da una canzone degli Wire. I Dot Dash raccontano di aver registrato il disco in appena tre pomeriggi, alla faccia dell'urgenza e dell'immediatezza, e in effetti il loro jangle pop presenta qualcosa di più aggressivo e cupo, ruvido, quasi punk. Non per niente è stato tirato in ballo un certo stile prima Creation. Immagino che questa musica non cambierà la vita di nessuno, ma senti che ha cuore, e a volte è tutto.

(mp3): Dot Dash - I'm Going Home

Watching

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Quasi una risposta all'interrogativo del post qui sotto.
(via Bloody Nightmares)

What Are You Doing New Years Eve?


Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt vi chiedono What Are You Doing New Year’s Eve? (cover di Frank Loesser), augurandovi un 2012 da 500 giorni d'estate.

I'm neurotic

Terry Malts
Mi ricordo una notte di un paio di mesi fa, era tardissimo, hai presente quando finisci a comprare roba su internet, di notte, tardissimo? Ecco, io mi ero appena reso conto di non possedere i sette pollici dei Terry Malts. Sì, lo so, prima avevano fatto uscire anche una cassetta, però in quel momento io avevo in mente solo i sette pollici dei Terry Malts. Stavo ormai per andare a lavarmi i denti e spegnere tutto, ma poi sono tornato indietro e lì, così, su due piedi ho comprato i due sette pollici dei Terry Malts, I'm Neurotic e Something About You, tutti in una volta. Non stavo ascoltando altro da un bel po', ero stufo anche di Soundcloud, e sentivo che quei due sette pollici dei Terry Malts dovevano essere miei. E da quando i due sette pollici dei Terry Malts sono arrivati a casa mia e sono diventati i miei sette pollici dei Terry Malts girano spesso sul mio vecchio giradischi, con la puntina che scende piano sui vinili (uno è nero e l'altro è rosa), e appena comincia una canzone penso sempre che la puntina si è rovinata, o che i fili dietro alle casse sono messi male, perché il suono è così, così deturpato, ma poi controllo la puntina e controllo i fili, e tutto è come dovrebbe essere, e allora quello è proprio il suono dei Terry Malts: deturpato, sporco e veloce. E in mezzo nasconde delle melodie nervose, quelle che mi fanno agitare le braccia nervosamente, le chitarre friggono, si agitano anche loro, si agita la voce che ha dei riverberi e io agito le braccia ancora più nervosamente. La musica dei Terry Malts mi fa diventare nervoso ma mi piace molto. Sembra di ferro. A febbraio mi dicono che uscirà il loro album di debutto Killing Time, ci sono dentro anche alcune delle canzoni dei sette pollici dei Terry Malts, e anche alcune della cassetta, ma credo che comprerò anche l'album dei Terry Malts. Mi piace già molto.

(mp3): Terry Malts - Something About You

giovedì 29 dicembre 2011

Pizza face


A volte, anche se sai benissimo che stai leggendo la stessa mail che hanno ricevuto centinaia di altri blog, ti prendi in simpatia la band. Per esempio, le righe che mi hanno mandato questi sciabolati canadesi Chocolate Robots (ma che razza di sito hanno messo in piedi) sembravano fatte apposta per essere messe su così, come un post già pronto, e il suono stasera mi prendeva bene (Strokes + Vampire Weekend? Perché no!), e poi a un video del genere non ho saputo resistere. Pizza per tutti.

Hi Polaroid!
We’re Mike Giresi, Mutt Giresi, and Marco Giresi. We all work at our parent’s pizza shop and play in our band Chocolate Robots. Our record PIZZA FACE just came out!
The album was recorded in Sarnia, Ontario mainly by us, using a bunch of old tube and tape equipment my dad had left over from being an Italian singer songwriter in the 70s.
Initially, the album was mixed locally and it sounded like Michael Bolton, but luckily we ran into the Fab Moretti from the Strokes. We went bowling and after the game he kindly passed our music on to Thom Monahan (Devandra Banhart, Vetiver). Thom started working on the record and the music came together. It sounds better than we ever thought it would! Drunk on confidence we got Mark Lawson (Arcade Fire, Unicorns) to mix 3 songs on the record as well.
We’ve put together a full stream of the album on our bandcamp!


mercoledì 28 dicembre 2011

In and out of love


Innamorarsi di una canzone sentita per caso dentro un video di surf e mettersi a cercare dappertutto in rete, perdere un sacco di tempo senza riuscire a risalire a nulla che non sia ormai chiuso e abbandonato, tipo il blog mai aggiornato di un'etichetta o un rudere di myspace. I Boy Toys vengono o venivano da Lafayette, Indiana, erano magnificamente sporchi e garage rock, avevano pubblicato un singolo un paio d'anni fa su Spin The Bottle Records e poi niente, non so altro. Ma questa canzone, a quanto pare inedita , la rimetto sempre da capo appena finisce.

(mp3): The Boy Toys - In And Out Of Love

martedì 27 dicembre 2011

"Atrocity exhibition"



Vagando tra i tumblr con tutta la pigrizia di cui sono capace ho trovato per caso questa immagine, ed è così stupenda nella sua assurdità che doveva essere postata per forza.
Se poi qualcuno avesse per le mani anche un impossibile mashup tra i Jackson 5 e i Joy Division sarebbe proprio la ciliegina sulla torta.

Com'è il femminile di Lego?

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Se avete figli sapete quanto può essere complicato e stressante cercare il regalo giusto per Natale. E a volte sembra che i produttori di giocattoli facciano di tutto per farti innervosire. Per esempio, John Darnielle dei Mountain Goats se l'è presa parecchio su Twitter con la Lego, che da poco ha lanciato una "linea femminile" (?) delle sue costruzioni.
Se anche voi volete protestare, a New York raccolgono già firme.

sabato 24 dicembre 2011

"Christmas time is here!"

Quest'ultima puntata di polaroid alla radio prima delle vacanze di Natale è stata tutta dedicata ai brindisi, ai regali, ai vassoi di dolci appoggiati sul mixer e sul computer della regia, alle luci colorate e alle canzoni natalizie.
La musica la trovate in mp3 qui sotto, per tutto il resto invece sono venute in mio soccorso Anna e La Laura di Sunday Girl, il "rotocalco femminile e domenicale di Città del Capo Radio Metropolitana", che hanno disegnato la copertina del podcast e hanno trasformato la trasmissione in una bella festa in famiglia, con il banchetto, gli addobbi e le serie inglesi alla tivù.
Questa la playlist:

● Le Man Avec Les Lunettes featuring Jonathan Clancy - Sparkle Will Tell
Foxtails Brigade - I'm Not Really In The Christmas Mood This Year
Pond - Fantastic Explosion Of Time
Aidan Moffat - (Oh What A) Night Before Christmas
Samantha Crain - Breaking the Ice
Ant - Waiting For Midnight
[in collegamento telefonico La Donna di Prestigio, per quella rubrica che nonostante tutto si chiama ancora "Alcolismo & Moquette"]
Woods - Christmas Time is Here (Vince Guaraldi cover)
Horrible Present - PS Major's Eve
James Pants - This Christmas Girl
She & Him - Have Yourself A Merry Little Christmas
Parker Lewis & Friends - Have Yourself A Merry Little Christmas
Karibean - Down Before Xmas
(titoli di coda: Girls - Martina Martinez)

(mp3): polaroid alla radio + Sunday Girl - 21 dicembre 2011

mercoledì 21 dicembre 2011

Oh what a night before Christmas


Questo ep è già uscito da qualche settimana ma io l'ho recuperato soltanto oggi, ed è stata un'illuminazione. Stavo preparando un po' di canzoni per la speciale puntata natalizia di questa sera (che vedrà "polaroid alla radio" unire le forze e i brindisi con Sunday Girl, il rotocalco femminile di Città del CapoRadio Metropolitana), quando all'improvviso mi sono imbattuto in un "Babbo Natale sbronzo morto sotto l'albero". Era inconfondibilmente Aidan Moffat, dei disciolti Arab Strap, che con pochissima lucidità, numerose pinte di poesa e stile da vendere cercava di portare un po' di doni e d'amore in queste feste. Oh! What A Not So Silent Night Before Christmas lo trovate su Bandcamp ovviamente sotto le tag "alternative haplessly romantic indie miserable moany christmas songs whingecore Glasgow" e contiene la cover definitiva di Last Christmas.


Tanti auguri da Johnny


E anche se è "soltanto" uno strumentale, quel nome Johnny Marr & The Healers lo fa diventare all'istante una delle più belle canzoni di Natale uscite quest'anno, non trovate? Ed è pure in free download:

Sentimental Christmastime


Se leggete queste pagine da un po' di tempo ricorderete di sicuro i Lodger, band di Leeds guidata da Ben Siddall che scese anche in Italia diverse volte. Ora Ben, insieme a Sarah Williams dei Research (altra vecchia conoscenza di Indiepop.it) ha dato vita a un nuovo progetto chiamato The Birthday Kiss. Quale modo migliore per farsi conoscere un po' in giro che far uscire un singoletto natalizio? Eccovi il twee super malinconico di Sentimental Christmastime:

(mp3): The Birthday Kiss - Sentimental Christmastime

martedì 20 dicembre 2011

Kim Jong-Il dropping the bass

Kim Jong Il Dropping the Bass
Kim droppin’ with Skrillex
via Kim Jong-Il dropping the bass

(ma non ho capito se il Daily Swarm indica come autori Dana Meyerson e Trevor de Brauw)

Karibean before Xmas


I nostri cari Karibean dopo averci regalato la magnifica canzone che apre la compila nataliza di polaroid alla radio ora ne hanno realizzato anche un bel video. Superclassica festa tra luci colorate, un sacco di amici, doni sotto l'albero e un Babbo Natale decisamente più sciabolato del dovuto.
La band marchigiana torna poi a farsi notare anche fuori dai confini nazionali, dato che il loro ep di debutto Love, Tears & Spiritual Blessing è stato ora "ristampato" in free download da EardrumsPop con la bonus track natalizia.
Ma il vero regalo arriverà appena La Belle Epop pubblicherà il podcast del live unplogged che i Karibean hanno tenuto a Città Del Capo Radio Metropolitana venerdì scorso, nottata memorabile conclusa con il party della radio. Una roba che non abbiamo ancora finito di brindare.

Nothing is shaking but the leaves on the trees


Non è una canzone di Natale ma una nuova canzone dei Cats On Fire è comunque sempre un gran bel regalo. My Sense Of Pride anticipa l'album che la band finlandese ha da poco finito di registrare e che uscirà a febbraio per Soliti. Free donwload e streaming qui sotto:

lunedì 19 dicembre 2011

La Classifica Dei Dischi Dell'Anno di polaroid alla radio

top10-2011_polaroidblog.jpgDevo dire che alla decima classifica dei dischi di fine anno suonata in radio pensavo avrei cominciato ad accusare un po' di stanchezza. Invece continuo a trovare divertente quel mettermi lì una sera di dicembre a cercare per casa e tra i vari computer tutti i dischi ascoltati, tornare sulle parole scritte qui o altrove per provare a raccontarli e racchiudere tutto in una sola istantanea.
L'abituale disclaimer recita: questi non sono "i migliori dischi dell'anno secondo me", ma soltanto quelli che mi hanno fatto più compagnia nel 2011. Fate conto che sia un piccolo diario in musica di questi mesi ormai passati, tra quello che è andato in onda e quello di cui si è chiacchierato su queste pagine.
Trovate l'ultimo maldestro podcast su Vitaminic con la classifica "suonata" e un paio di provvidenziali collegamenti, mentre nella foto di gruppo accanto qualcuno riconoscerà sullo sfondo il vinile dei Welcome Back Sailors, uno degli album che mi è dispiaciuto di più lasciare fuori dalla Top Ten e che ho voluto recuperare in qualche modo.


10) Girls - Father, Son, Holy Ghost [Turnstile]
Il mio disco "classico" di quest'anno, quello capace di portarmi ovunque, da Costello a Battisti passando per i Deep Purple.

9) Comet Gain - Howl of the Lonely Crowd [Fortuna Pop]
«La fuga nei propri sogni e la tenacia di restare a combattere e difenderli. La desolazione urbana e il piccolo personale pantheon in bianco e nero che ti salva.» (*)

8) Clap Your Hands Say Yeah - Hysterical [V2 Cooperative]
«Ci volevano proprio quei cervellotici misantropi dei Clap Your Hands Say Yeah per cantare la mancanza di una mancanza, e raccontarla come un amore.» (*)

7) Let's Wrestle - Nursing Home [Full Time Hobby]
«I Let's Wrestle sono i miei campioni dell'imbarazzo, per un attimo li vorrei abbracciare, e un attimo dopo mi sembrano dei piccoli sbandati punk che avrei paura a incontrare la sera nella stazione della metro». (*)

6) I Cani - Il sorprendente album d'esordio de I Cani [42 Records]
Difficile pensare a cosa è successo alla musica in Italia quest'anno senza tirare in ballo anche loro. Istantanea feroce del presente, il disco, e probabile primo segnale di un notevole futuro, la band. (vedi anche *)

5) Yuck - Yuck [Fat Possum]
Mi piace mettere in classifica nel 2011 un disco che potrebbe tranquillamente arrivare da vent'anni prima. Se avesse un hashtag sarebbe qualcosa tipo #DinosaurJrPavementSonicYouthTeenageFanclub.

4) A Classic Education - Call It Blazing [Lefse / La Tempesta]
«Quello che si dovrebbe desiderare nella vita è proprio non perdere mai la capacità di provare stupore, no?» (*)

3) Veronica Falls - Veronica Falls [Bella Union]
«L'indie rock del caro estinto.» (*)

2) Real Estate - Days [Domino]
«Definire un suono sfuocandone i contorni, togliendo consistenza alla nostalgia, immergendosi pigramente in una piscina di riverberi senza nemmeno sfiorare le correnti del lo-fi.» (*)

1) Ex-Otago - Mezze stagioni [autoprodotto]
«Questo ritrovarsi non più giovani, né già davvero adulti nell’Italia di oggi.» (*)

venerdì 16 dicembre 2011

Siamo verdi d'amore


Da mercoledì è partita Tutti Al Verde, la campagna abbonamenti di Città Del Capo Radio Metropolitana. La scelta di questo tema è un modo per "reagire alla crisi. [...] Da una parte un piccolo sconto sulla quota dell'abbonamento (si passa a 80 euro l'anno per abbonamento tipo), dall'altra l'adozione di un giardino cittadino".
In mezzo, come sempre, troviamo anche il tempo di fare festa, e così questa sera al Locomotiv Club si terrà il verdissimo TUTTI AL VERDE! PARTY, dove avrò il piacere di mettere un po' di dischi in compagnia di Francesco "MAPS" Locane, MorraMC e Mike Restuccia.


Ma in realtà l'evento della serata sarà il live degli Amor De Dias, delicata creatura musicale di Alasdair MacLean dei Clientele e di Lupe Núñez-Fernández dei Pipas. E quando vi ricapita di vederli di nuovo insieme?! Street of the Love of Days è uscito all'inizio dell'estate su Merge Records, e immagino che molti di voi si siano cullati a lungo in quelle dolcissime ballate. Se proprio volete saperlo, il disco è finito anche tra i migliori dieci album indiepop dell'anno su Popmatters.
Ci si vede a banco, si parte dalle 21!

We took photos that look like postcards


In questi giorni abbastanza lontano dal blog ho fatto un sacco di altre cose, ma non ho perso l'abitudine di ascoltare anche un sacco di canzoni più o meno natalizie che alcune delle mie band preferite pubblicano come da tradizione in queste settimane.
Menzione speciale va sicuramente a Darren Hayman, leader degli storici Hefner, che quest'anno ha fatto uscire sia l'ep Christmas in Haworth (su Fika Recordings) e sta inoltre curando un Calendario dell'Avvento dallo stesso titolo, con un mp3 in free download ogni giorno e collaboratori del calibro di Wave Pictures, Standard Fare, Understudies, Monster Bobby e Tigercats.

MAP - Music Alliance Pact #39

 MAP - Music Alliance Pact
Eccoci all'appuntamento mensile con il progetto MAP - Music Alliance Pact: oltre una trentina di blog di tutto il mondo selezionano per voi una nuova band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Un ottimo modo per scoprire nuova musica in modo non convenzionale. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.
Questo mese mi hanno incuriosito meno nomi del solito, ma quelli che mi piacciono mi piacciono molto: tipo che sento che sto per essere travolto dal prevedibilissimo hype per gli inglesi Citizens! (appena entrati in Kitsuné); oppure come mi lascio sedurre dalla voce cupa dei tedeschi Kraków Loves Adana, forse niente di nuovo ma fatto molto bene; già sentito anche le spigolosità tra Art Brut e Pavement dei neozelandesi The Eversons ma funzionano sempre; o come mi lascio commuovere dagli archi e dai field recordings di Sonicbrat, da Singapore; e a voi amanti del primo Bon Iver invece consiglio l'islandese (ma di origini californiane) Low Roar. Aggiungiamo pure gli svedesi Let's Say We Did di cui riparleremo presto perché sono una specie di risposta scandinava a certo revival indie-Nineties.
Gli italiani di questo mese sono i Distanti . Lo so, cantano in italiano e chissà cosa capiranno nel resto del mondo (traducete i testi sul sito!), però secondo me la carica lacerante che hanno le canzoni della band romagnola passa lo stesso. Mamba Nero, il nuovo ep su To Lose La Track è una potenza.

Questa è la playlist di Dicembre, compresi gli mp3 in streaming e il link per scaricarla tutta in un colpo solo.

(mp3) Distanti - Astronomie

4'33'' di Natale


[Ovviamente dal New Yorker]

martedì 13 dicembre 2011

A polaroid for Christmas 2011

A polaroid for Christmas 2011
IT La mattina del 13 dicembre le ragazze scandinave indossano vesti candide e una corona di candele accese. L'oscurità della notte di Santa Lucia, che secondo il Calendario Giuliano era la notte più lunga dell'anno, è ormai alle spalle e la luce può ritornare. Ci si scambia doni, si preparano dolci tradizionali, si canta in coro e prende il via il periodo delle festività.
Come già gli anni scorsi, anche "polaroid alla radio" ha deciso di entrare nello spirito natalizio e di provare a farvi un piccolo regalo. Ho chiamato un po' di amici e di band e ho chiesto se volevano scrivere una canzone adatta a questa stagione, o almeno suonare una canzone che mi facesse compagnia mentre addobbavo l'albero di Natale. Ancora una volta, le risposte sono state superiori a ogni aspettativa.
Ringrazio tutti i musicisti che hanno partecipato, sono stati fantastici: qui sotto trovate tutti i link. Spero che vi piaccia. È una polaroid per Natale, per fare un po' di auguri a tutti.

ENG On the morning of December 13th, scandinavian girls wear white robes and a crown of candles. The darkness of the night of Saint Lucia, which according to the Julian Calendar was the longest night of the year, is now behind us and light can return. People exchange gifts, prepare traditional sweets, sing in choir and kick off the holiday period.
Like we did the last years, polaroid blog decides to enter Christmas spirit and tries to bring you a small gift. I called some friends and some bands, and asked them if they wanted to write a song for this season, or at least play a song that could keep me company while decorating the Christmas tree. Once again, the responses exceeded all expectations.
I thank all the musicians who participated, they were fantastic. Below you can find all the links. I hope you like it. It's just a polaroid for Christmas to send some greetings to everyone.


1) Karibean - Down Before Xmas
2) Horrible Present - PS Major's Eve
3) CUFFS - Quest For The Cup (Sonic Youth cover)
4) The Ian Fays - Snow
5) Le Man Avec Les Lunettes featuring Jonathan Clancy - Sparkle Will Tell
6) ANT - Waiting For Midnight
7) Tiny Tide - Cheap Christmas
8) Derby Sunshine - If I Love You
9) Welcome Back Sailors - Baobab

lunedì 5 dicembre 2011

Profumo di musica


Questa sera, intorno alle otto, siete invitati a un concerto nella cantina di un negozio di profumi. Sembra una cosa insolita, ma se verrete capirete che non è così. E potrebbe anche diventare una piacevole abitudine.
Da Tatler, "profumeria maschile tradizionale" (Via Rialto 29/2), arrivano per una data unica italiana i Widowspeak, band di Brooklyn che ha da poco pubblicato il proprio debutto sulla prestigiosa Captured Tracks.
Suoni sospesi "tra gli anni 50, quelli del rock tradizionale americano e dei paesaggi desertici, e le atmosfere eteree e riverberate di polvere dei 90. Ne viene fuori un mix sognante che dal vivo prende forme morbide e assume tonalità uggiose grazie alla dolcissima voce di Molly Hamilton e a una dinamica strumentale estremamente elegante".
Qui potete ascoltare il disco in streaming e qui c'è l'evento facebook. Ci si vede a banco!

Area51 - Volume 2


Area51 è la trasmissione di Città del Capo Radio Metropolitana che si occupa di scoprire nuove band indipendenti italiane. Se mi chiedete cosa ne penso, la prima parola che mi viene in mente è "infaticabili". Davvero: tra programmi, contest, serate e concerti Madesi e soci sono sempre attivi su mille fronti. Ora per esempio esce il secondo volume della compilation che riunisce gli artisti ospiti del programma nel corso dell'anno, ed è ovviamente consigliatissimo. Il doppio CD, distribuito anche agli abbonati di Blow Up in allegato al numero di dicembre, esce in collaborazione con Black Nutria e CD Click, e si può scaricare gratuitamente sul blog di Area51. In scaletta nomi del calibro di Be Forest, Amycanbe, Bud Spencer Blues Explosion, Soviet Soviet e molti altri. L’artwork, come avrete riconosciuto è opera di Alessandro Baronciani.

sabato 3 dicembre 2011

Le ragazze sui fili scoperti

Bare Wires
Doppietta di concerti fulminante nel weekend al Mattatoio Club di Carpi (MO). Si parte questa sera con i Bare Wires, da Oakland, che verrano a presentare il nuovo album Cheap Perfume. Radici garage che si mescolano volentieri a diversivi quasi glam. Chitarre che sanno essere poderose e al tempo stesso sbarazzine, tra power pop giocato d'istinto e freeway americane. Prevedo un live torrido.

(mp3) Bare Wires - Ain't Worth Walking Away

The Babies
Domani sera invece, all'ora dell'aperitivo, è il turno dei Babies, progetto nato quando Kevin Morby dei Woods e Cassie Ramone delle Vivian Girls condividevano un appartamento a Brooklyn. Voi non ce li avete dei compagni di casa così, vero? Il loro omonimo debutto, uscito in primavera, sa di Velvet Underground, surf rock, Modern Lovers e giacche di pelle. Il botta e risposta tra le voci dei due newyorkesi tiene assieme canzoni leggerissime, come può essere leggera un'estate punk adolescente.

(mp3) The Babies - Meet Me In The City

venerdì 2 dicembre 2011

Stop, look and listen


Quando ricevo la mailing list della Matinée Recordings provo sempre la stessa fitta di nostalgia. Quella per un'epoca in cui seguire le band e le uscite era una faccenda quanto meno comprensibile, se amavi determinate cose. Tipo, ti affidavi a un'etichetta e quella ti portava avanti per anni, magari tra alti e bassi ma con coerenza. Certi cataloghi erano pezzi di biografia.
Oggi, la notizia che il duo scozzese degli Strawberry Whiplash pubblica un nuovo 45 giri (rosso e a tiratura limitata) per la storica label californiana, e che questo è il preludio al debutto sulla lunga distanza (dopo due ep, il primo die quali di tre anni fa!) si perde in mezzo a mille altre, di certo più importanti ma che poco aiutano a sentirsi meno sparpagliati. Il fatto che il lato A si intitoli Stop, Look And Listen sembra quasi ironico.

(mp3): Strawberry Whiplash - Stop, Look And Listen

“Put a bird on it!”

"But twee now is almost a value set," said Lisle Mitnik, guitarist for Very Truly Yours, Chicago’s best-known twee offering to the latest resurgence of twee-inflected rock. "It’s a rejection of societal pressures, a denial of coolness, punk without anger. It can be precious, but a precious moment can also be beautiful."

The Carlton Dance


"Their favorite time of the year"


Ti giuro, non ci stavo proprio pensando, troppa roba per la testa in questi giorni. Sono arrivato a casa tardi e ho solo letto di sfuggita nel titolo della notizia il nome di Vince Guaraldi. E poi, mentre stavo già scorrendo i feed sotto, è partita Christmas Time Is Here, la classica colonna sonora del più classico dei Peanuts, nella cover dei Woods. E in un attimo mi sono visto davanti agli occhi Linus che trascina la sua coperta sulla neve, Charlie Brown che si lamenta di non capire lo spirito natalizio mentre i fiocchi cadono lenti, e Snoopy che pattina al Rockfeller Center. E allora mi sono detto che anche se era presto, anche se era scontatissimo, anche se tutti abbiamo troppa altra roba per la testa in questi giorni, la tradizione delle canzoni indie di Natale sui blog deve pur cominciare da qualche parte. E qui va benissimo così:

giovedì 1 dicembre 2011

"TIRED OF THE INDIE SWEETHEART HAND HOLDING. LET'S TALK ABOUT IT. CLICK."


Io se fossi stato nelle Wax Idols di questo disco ne avrei fatti due: uno con le canzoni che mi piacciono, e un altro con le canzoni che mi piacciono molto. Sì, ok, stiamo parlando di punk rock, roba abbastanza essenziale alla Buzzcocks, e del resto il titolo è No Future (nel 2011? Suppongo sia ironico-ironico). Però tutto funziona a puntino, e la titolare del progetto Heather Fedewa (aka Hether Fortune, ex-Hunx & His Punx e Bare Wires) mostra carattere e sicurezza. E così è un piacere lasciarsi andare alle risse adolescenziali di Dilno o di Hotel Room o ballare nel garage di Gold Sneakers. Saltate quel paio di pezzi lenti oppure teneteli per quando tornate di notte in macchina. Alla batteria Mat Hartman dei Sic Alps, intorno Courtney Gray e Ashley Thomas delle Splinters, davanti manca solo un bel pogo.

(mp3) Wax Idols - Gold Sneakers

mercoledì 30 novembre 2011

Status


The kind of status we’re talking about here is super-meaningless, and basically just equates to having a low- or medium-paying job where people might know or like your work by name. so i worry sometimes that the internet has totally exploded this old situation where if you knew someone’s name or followed their work, it meant slightly more about their level of achievement, because now people are fascinated by the “insider” quality of others who are fairly ordinary and do not possess nearly the importance some might think they do.

Lo so, è una roba über-nerd che interesserà a quattro persone, e ancora meno saranno quelle che leggeranno il post fino in fondo, ma "Prrr, halls of mirrors, and why it’s good to just stay home" di Nitsuh Abebe è uno dei migliori racconti di musica-non-musica nell'era blog che mi siano capitati sotto agli occhi quest'anno. Parte come parodia di un Tumblr nato per fare le recensioni alle recensioni di Pitchfork, passa per un name-dropping isterico, scatta l'istantanea del party di presentazione di una fanzine newyorkese, e si conclude con un loop autoreferenziale di filosofia da feed reader. Non posso davvero chiedere di più.

[photo courtesy of Fast Company]

martedì 29 novembre 2011

Caveman


Hai presente quel compagno di scuola che organizzava le feste a casa sua il sabato sera per cercare di sembrare più simpatico e di entrare nel giro giusto? Si vestiva come tutti gli altri, alla festa c'era da bere, le ragazze erano arrivate, non mancava nulla eppure tutta la cosa semplicemente non funzionava. E il lunedì mattina lui era di nuovo lì, identico a tutti noi, che lottava per venire accettato.
Ecco, a voler essere un filo maligni, Coco Beware album di debutto dei newyorkesi Caveman, mi ricorda un po' quel compagno di scuola. In questo disco ritrovi Grizzly Bear, Shins, Arcade Fire, percussioni, atmosfere sospese, tutta l'ottima flanella made in Brooklyn che si può desiderare. Ma alla fine non ti resta l'impressione che ce l'abbiano fatta. Non saprei dire perché. Tutto piacevole, scorrevole, ben confezionato, ma pochi momenti (My Time, Old Friend...) sembrano davvero incidere nella maniera necessaria questo suono.

(mp3) Caveman - My Time

venerdì 25 novembre 2011

The Sandwitches in Italia!


Parte domani sera il tour italiano delle Sandwitches, band di San Francisco nata tre anni fa da Grace Cooper e Heidi Alexander, già backing vocals per Fresh & Onlys, e dalla batterista Roxy Brodeur. Il giro è quello di Sonny & The Sunsets, Mantles e il resto della balotta della città californiana, ma il suono delle Sandwitches punta in una direzione meno strettamente garage e più barocca. La label le presenta come "a Holy Communion of Roky Erickson and Stevie Nicks", e io sottolinerei anche una predilezione per certi toni più cupi, come la versione teatrale e ironica di un vecchio b-movie in bianco e nero. Altre volte le canzoni delle Sandwitches danno quasi l'impressione che starebbero meglio suonate da un grammofono, e questo rende i loro album (due all'attivo finora) ancora più affascinanti, grazie soprattutto agli intrecci delle voci, ora angeliche, ora spiritate.
In regione fanno un paio di date, direi che è da prendere in considerazione la doppietta:

Sabato 26 @ Mattatoio Club, Carpi (MO)
Domenica 27 @ Touch The Wood - Micca Club, Roma
Lunedì 28 @ Spazio Elastico, Bologna
Martedì 29 @ Rocket, Milano

(mp3) The Sandwitches - Summer Of Love

"It's a heavenly pop hit, if anyone wants it"


La storica label neozelandese Flying Nun compie trent'anni e per celebrare questo traguardo pubblica la doppia antologia Tally Ho! Flying Nun's Greatest Bits. Seguendo il link potete anche ascoltarla per intero in streaming come sto facendo io in questo momento, e rinfrescarvi la memoria su quanto band come Verlaines, Bats, Clean e Chills siano state determinanti per modellare un'idea di suono che amiamo ancora oggi.

Ulteriori info sulla Flying Nun: un articolo fiume di Stylus del 2005 (credo che all'epoca ne leggemmo anche un brano in radio), e l'archivio video The Flying Nun Collection, tra documentari e folli clip a zero budget (in Creative Commons).

(mp3) The Chills - Heavenly Pop Hit

The Proper Ornaments


Qui sembra di stare sospesi tra quella California che non riusciva a rivelare il suo Smile e un'Inghilterra da universo parallelo nella quale gli Stereolab sono da sempre l'unica band esistente. Mettere assieme kraut e pop, buttando nel mazzo anche generose derive psichedeliche (almeno da quel che si è sentito finora), potrebbe sembrare azzardato, ma la sintesi compiuta dai Proper Ornaments è già abbastanza sorprendente. Anche nelle armonie più distese la luce resta offuscata, si gioca molto sulle reiterazioni, li vedo bene in qualche scaletta di Kaleidoscope.
Ep di debutto in arrivo su No Pain In Pop, un'altra giovane band londinese da tenere d'occhio.

(mp3) The Proper Ornaments - Shining Bright

giovedì 24 novembre 2011

"What if college kids stop thinking it’s cool to buy vinyl?"


Coincidenze nel feed reader. In questi giorni si parla di negozi di dischi: roba da sopravvissuti, forse eroici, comunque eredi di un'altra epoca, forse al tramonto. Da una parte Andrea Girolami, che partendo dalla discussione "Analogico VS Digitale" se la prende con i frequentatori, lo stereotipo da Alta Fedeltà, e conclude con il paradosso "chiudiamo i negozi di dischi proprio per salvarli":
Nel momento della smaterializzazione del supporto e dell'esaltazione del suo contenuto questa estrema volontà di rimanere legati ad un oggetto è quanto di più triviale possibile. [...] Perché continuare a vaschettare con piccoli polpastrelli quando tutto è a portata di mano? Perché questo gesto è quello di cui abbiamo bisogno per sentirci appartenenti ad una cerchia ristretta, aggrapparci all'abitudine e al rito nel momento di massima incertezza...

Dall'altro Marc Hogan su Salon, con un corposo articolo che analizza il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto del mercato statunitense, tirando in ballo istituzioni come Other Music o il Record Store Day e raccogliendo molti pareri autorevoli, senza prendere troppo posizione ma indicando alcuni elementi vitali per la "resistenza" di un negozio di dischi nel 2011. Da leggere.

[photo courtesy of Santeria]

Don't fall asleep


Il piccolo fatto straordinario di non sapere nulla di una band, di non riuscire a recuperare quasi nemmeno un'informazione in Rete perché hanno un nome a prova di google, di ritrovarsi non si sa perché la loro musica nella casella di posta, e di godersela per un momento che diventa preciso e assoluto. La quotidiana sindrome di Stendhal via Bandcamp questa mattina arriva da Chicago. In questa nebbia il dream pop ultrararefatto dei Friends With Benefits si diffonde impercettibile, con una leggerezza rischiosa. Musica per testare la vostra sindrome da deficit dell'attenzione. L'EP Six Months è in free download, ricolmo di pianoforti languidi, riverberi e voci singhiozzanti. E quando credi di aver già capito ogni cosa, ecco Don't Fall Asleep, a farti perdere del tutto.

update - Ok, con un po' di pazienza: è il nuovo "side project from Brian Bissart of BigColor" [*]

(mp3) Friends With Benefits - Don't Fall Asleep

mercoledì 23 novembre 2011

COME ON!


Il nuovo video dei nostri cari I'm From Barcelona, realizzato da Marc Corrigan, sembra un po' una versione twee di certe opere di BLU.
La canzone è la mia preferita del loro ultimo album Forever Today, ed è una vera e propria sintesi della loro filosofia di vita: COME ON!

martedì 22 novembre 2011

Golden Grrrls


Ci sono canzoni a cui bastano cento secondi per dire tutto quello che devono dire. E se una band riesce a farlo nel modo in cui lo fanno i Golden Grrrls nel loro secondo sette pollici New Pop (uscito su Night School), con una quantità di divertimento che molte altre band non riescono a mettere assieme in un intero album, allora io mi fermo e butto tutto all'aria.
I Golden Grrls si sono già guadagnati i paragoni di rito con la scena C86, ma il trio di Glasgow ci mette un bel po' del suo: chitarre stritolate, riverberi, batteria che pesta alla cieca e quei saltelli tra voce maschile e femminile a cui non so resistere (qui potete ascoltare un po' della loro precedente produzione). L'assurdo video che accompagna il nuovo singolo è proprio la ciliegina sulla torta.



(mp3) Golden Grrrls - New Pop

lunedì 21 novembre 2011

Vinci un biglietto per i Be Forest a Roma!


Mercoledì sera i Be Forest suoneranno per la prima volta a Roma, a Le Mura (Via Porta Labicana 24), all'interno della rassegna Mainstreaming organizzata in collaborazione con Fusoradio.
Per celebrare il debutto nella capitale del trio pesarese, grazie agli infaticabili ragazzi Indiepatici, vi regalerò un biglietto per il concerto. Se lo aggiudicherà chi saprà inventare la migliore, più azzeccata e più immaginifica definizione del suono dei Be Forest in 140 caratteri.
Potete mandarla via email a blog [chiocciola] polaroidallaradio.it oppure via twitter a @polaroidblog. C'è tempo fino a domani sera a mezzanotte.
Se volete rinfrescarvi la memoria su Cold, il loro formidabile album di debutto, lo trovate in streaming qui.

(mp3): Be Forest - Florence (lrnc)

Kisses on a plate


Oh, the trouble with getting older
The temper grows quicker and the shoulder colder
And you realise you’ve no more time to waste
So leave those dishes and have a taste
Of these kisses on a plate
Sweet kisses: it’s not too late


Antony Harding, già batterista degli storici Hefner, pubblicherà il suo nuovo album The Birds Sing Goodnight to You and Me su We Were Never Being Boring a marzo dell'anno prossimo.
La prima anticipazione è questa Kisses on a Plate, registrata con l’aiuto del vecchio compagno di band Darren Hayman e con la collaborazione di James Milne dei Cornershop.
Andate qui, scaricate la canzone e baciatevi, che il tempo vola.

Il Singapore Sling

Rick said to the woman, “Where are we – trapped insida a Bob Hope movie?”
The woman at the bar, a nice little brunette, looked at Rick. “Very funny indeed. Is it so wrong for a girl to order a Singapore sling?”
“I am going to have to look it up in my mixology book back here.”
“Don’t bother. I’ll google it on my thingy. Wait a second... there... you’ll need one ounce of gin, a half a ounce of cherry brandy, four ounces of pineapple juice, the juice of half a lime, a quarter ounce of Cointreau, a quarter ounce of Benedectine, a third of an ounce of grenadine syrup, and a dash of Angostura."
Rick looked at the woman. “You are on an internet hookup, aren’t you?”


Douglas Coupland, Player one - What is to become of us: A novel in five hours, 2010, p. 17.

Il Singapore Sling, il più bistrattato dei cocktail, è stato qualche tempo fa riqualificato dall’esperto in liquori del Washington Post che, ricostruitane dottamente la storia, lo riduce all’osso (allo sling!) come segue: ghiaccio, un'oncia e mezzo di kirsch, tre quarti di oncia di gin, mezza oncia di succo di limone fresco, un cucchiaino di zucchero, acqua frizzante.
Miscelate dunque la versione che preferite e brindate a Polaroid!


[Dopo una vita, torna sulle pagine di polaroid alla radio La Rubrica dell'Aperitivo de La Laura! Questa è quella andata in onda mercoledì scorso, per il nostro decimo compleanno.]

sabato 19 novembre 2011

I don't know what to do with this iformation


Sul sito della BBC la si può ascoltare ancora per cinque giorni, ma in giro da ieri notte la si trova già in mp3 e streaming: la sessione acustica di Jens Lekman al programma di Huw Stephens è speciale, perché oltre a Waiting for Kirsten (che preferisco in versione acustica rispetto a quella sul recente EP An Argument With Myself), e all'emozionante Cowboy Boots (che conosciamo da un po'), c'è questa nuova e tristissima I Don't Know What to Do With This Information, quasi una canzone di Natale.
"The snow is falling over the Northern Swedish plateau".

(mp3): Jens Lekman - I Don't Know What to Do With This Information (Live at the BBC)

giovedì 17 novembre 2011

The Maxines




Non sono adorabili? Lei si chiama Kelly Norman, lui Matt Murillo, lei suona la batteria, lui la chitarra, insieme fanno i Maxines, da Olympia. Sound senza fronzoli, sanguigno, grondante elettricità e polvere. Pubblica la K Records, potete fidarvi. Questa è la title track del loro nuovo EP, e sogno che ogni ragazza ascoltandola in pista si metta a suonare la batteria così:

(mp3): The Maxines - Drugstore

Love to Frida


"...The video I sent you is from a studio here in Stockholm, where I have recorded for the last month. The album is coming together... I don't twitter a lot, or anything, because I put all my heart in writing and recording, but we will probably soon renew and start using websites again. He he. The album will be out sometime in the spring..."


Grazie a Lucio.

mercoledì 16 novembre 2011

Dieci anni di polaroid alla radio

"Magari fra tre mesi lascerò perdere anche questo blog
e mi iscriverò in palestra."


E così siamo arrivati al decimo compleanno del qui presente blogghetto e della relativa trasmissione radiofonica.
Non ho avuto (ancora) tempo di preparare un piccolo regalo per celebrare come si deve, e non ho certo voglia di bilanci o retrospettive, ma intanto questa sera "polaroid alla radio" va in onda in un'edizione abbastanza speciale.
Con me ai microfoni di Città del Capo Radio Metropolitana infatti ci sarà La Laura, insieme alla quale avevo cominciato le trasmissioni nel 2001 e che ora trovate su Sunday Girl.
Penso sarà una puntata un po' tipo viaggio nel tempo, con molti dischi d'annata, molte letture che facevamo all'epoca e ancora più brindisi.
Appuntamento alle 21 (anche in streaming), ci si vede a banco.

(mp3): Animals On Wheels - Palid

Welcome back barbers


Un paio di domeniche fa ho visto un concerto in un negozio di barbiere. Eravamo alla periferia di Modena, ma potevi fare finta che fosse Williamsburg. Solo che noi in più avevamo le torte fatte dalle ragazze.
Eravamo alla Barberia (un po' di foto qui) e il live era dei Welcome Back Sailors, più in forma che mai, capaci di far suonare a meraviglia anche una stanzetta piccola così, e con un paio di inediti in scaletta che hanno fatto planare tutti sulle calde Baleari dalla cupa e fredda Bassa.
Grazie ai WBS, a Luca, Palla, Marco e a tutti gli altri (e Corrado per la segnalazione).

Anything new


Grazie a Fede per avere segnalato qualche settimana fa l'album d'esordio degli australiani Twerps: da allora è uno dei miei ascolti preferiti. Anzi, più che un ascolto vero e proprio direi che mi sta facendo compagnia, perché si sente esattamente come me. Quella foschia di pigrizia che ti trascini dentro anche quando la mattina ti alzi che è ancora buio e già stai correndo, sembra che tu sia pieno di iniziativa ma dentro combatti te stesso come se nuotassi controcorrente.
Canzoni come Don't Be Surprised, una ballata a due facce che parte Dylaniana e poi muore dalla voglia di accendersi di disordine garage, oppure la struggente Anything New, con una melodia che sembra sempre sul punto di crollare in ginocchio e invece solleva le braccia al cielo, la fede nell'amore che resiste alle avversità e tutto quel genere di cose. Oppure l'assoluto inno da sbronzi di Who Are You, ogni cosa sembra uno scherzo, ma in fondo è in questo momento, con questa chitarra e con tutti i cori delle band dei miei amici, che so chi sono davvero. Sì, è stata una faticaccia arrivare fino a qui, riportare tutto a casa, ma guarda che cosa bella che siamo riusciti a mettere assieme. La nebbia non mi mette malinconia.
Si avverte di sicuro una componente slacker in questo disco, e l'effetto complessivo potrebbe confondersi nel lo-fi, ma a quanto si legge è solo la particolare influenza di band come Clean e Go-Betweens. Da un lato i Twerps si dichiarano piuttosto orgogliosi della scena da cui provengono, dall'altro la rilassata modestia in cui sembrano assorbiti il loro suono e loro stessi semplicemente conquista al primo ascolto.
"I love four-chord pop songs. I don't consider myself a lyricist, I'm totally driven by melody. All that Flying Nun stuff is four-chord songs with great melodies and that's what we go for".

(mp3): Twerps - Anything New

MAP - Music Alliance Pact #38

 MAP - Music Alliance Pact
Eccoci all'appuntamento mensile con il progetto MAP - Music Alliance Pact: oltre una trentina di blog di tutto il mondo selezionano per voi una nuova band interessante del proprio Paese, ve la presentano e vi regalano una canzone. Un ottimo modo per scoprire nuova musica in modo non convenzionale. Per chi volesse capire di cosa stiamo parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti.
Tantissimi i nomi che questo mese mi hanno incuriosito: il brasiliano Kassin, perfetto per la vostra ora di aerobica, i canadesi First Rate People (un po' alla Hot Chip, da approfondire), il cileno Fernando Milagros che canta in duetto con Christina Rosenvinge (cinque alto a chi se la ricorda!), il rap old-school dei francesi 1995 ("un-double-neuf-cinq"/"un-neuf-neuf-cinq" - sì ho un debole per certo vecchio rap francese anche se lo capisco meno ancora di quello americano), i giapponesi Avec Avec che mi hanno ricordato certi beat macinati da Money Mark, i messicani Antoine Reverb che non hanno assolutamente nulla di messicano, lo straniante collage color seppia dei russi Valotihkuu, gli astronauti spagnoli Lasers (Fuck Buttons meets Animal Collective meets Crimea X?), e ovviamente le arrabbiatissime australiane Feathers dall'Australia, che già conoscevamo.
L'italiano di questo mese è Horrible Present, nuovo progetto di Nicola Donà della band Calorifero, ora residente a Londra e ispirato a un pop sperimentale a volte più elettronico, a volte più lo-fi, ma sempre meravigliosamente melodico e bizzarro. Sul suo bandcamp sta sfornando nuovi pezzi a ritmo continuo, tenetevi pronti per il nuovo album a inizio 2012.

Questa è la playlist di Novembre, compresi gli mp3 in streaming e il link per scaricarla tutta in un colpo solo.

(mp3): Horrible Present - Cloudy Talks

lunedì 14 novembre 2011

King hype



Non dite che non ve l'avevo detto: intorno al giovane Archy Marshall, ovvero King Krule, gira un hype davvero notevole. Nel frattempo è uscita una bella intervista su Pitchfork mentre Fader l'ha un po' eletto rappresentante della sua generazione, quella dei nati nei primi 90, sigh.
Il suo EP di debutto omonimo, pubblicato da True Panther, è denso di parole, atmosfere che mescolano cantautorato, calore dub e fumi jazz. Ora è uscito questo video piuttosto laconico, forse presuntuoso ed enigmatico, ma scarno e scontroso come il resto della sua produzione musicale, e a me piace molto così.

(mp3): King Krule - The Noose of Jah City

domenica 13 novembre 2011

"Post-survival Internet people, man!"


Nel caso questa foto di Beck e Malkmus non fosse da sola abbastanza convincente nell'invitarvi a leggere l'intervista all'ex leader dei Pavement su GQ (parte della serie "Survivors"), aggiungo qui sotto questo paragrafo, con tutta la sua gloriosa e obsoleta aria Anni Novanta:
The book hasn't really been written yet about what's going to happen to indie-rock '90s musicians, how they're going to age. Are they going to age like Jimmy Pages, or are they going to be like Jackson Browne, or who knows, some new archetype that we are still defining in our survival mode. Maybe we don't have to be sort of even the cliché about survivors. We're post-survival. Post-survival Internet people, man!

venerdì 11 novembre 2011

Kids on a mixtape


Oggi pomeriggio mi sono tenuto in cuffia il mix che i Kids On A Crime Spree hanno regalato a Le Musicassette. Scaletta bella eterogena, dai Velvet Underground agli Scorpions, con un bel po' di r'n'b dentro.
Mi accorgo ora che qui sul blog non ho mai scritto una riga suilla band di Oakland e sul loro ottimo We Love You So Bad. Potete recuperare con questa bella intervista su ION Magazine.

(mp3): Kids On A Crime Spree - Trumpets of Death