giovedì 31 dicembre 2009

In Medias Res

Greetings to the new year

E così chiudo questo 2009 e questo decennio. Di corsa, pensando già ad altro, come quasi tutto ultimamente. Non ho nemmeno avuto tempo di decidere quale sarebbe la mia "classifica dei dischi degli Anni Zero" e un po' mi dispiace. Tutto sommato le classifiche mi divertono ancora, e dal 2000 a oggi grazie alla musica la mia vita è cambiata parecchio.
Lascio quindi solo due ultime note sul blog, poi ci ripenseremo, si dice sempre così. La divertentissima ricapitolazione del Village Voice "The Decade in Music Genre Hype" recupera in tre righe tutto quello che è successo in questi anni, dividendolo comodamente genere per genere. Riciclate le battute a banco una di queste sere.
Invece "The changing sound of the underground" pubblicato sul Guardian da Simon Reynolds, è serissimo e tocca una questione centrale (e che, in scala ridottissima, sta a cuore pure a me): se il mondo della musica si è trasformato in maniera definitiva, dal modo di crearla a quello di procurarsela, con in mezzo una rivoluzione nel modo di distribuirla/commercializzarla, come dobbiamo tenerne conto per giudicare, per orientarci? Sembrano scomparse le distanze (ma poi è davvero così?) e sembrano in via di dissoluzione i vecchi punti cardinali di mainstream e undergound, di nicchia e di popolare, ma non per questo ci si ferma.
Che arrivi questo 2010 allora: Buon Anno Nuovo a tutti.
Everything could be everything


Proprio mentre sul rinnovato sito della Headphonesman Booking scopriamo che nella prossima primavera sarà in tour in Europa, Death In Plains si congeda dal suo prolifico 2009 facendoci un gradito regalo, una stravolta cover di Brown Eyes di Lady GaGa. La stucchevole ballata viene sommersa da strati su strati di suoni, i riverberi implodono e le parole normali da canzone d'amore sembrano perdersi nello spazio, forse come un ultimo, ormai lontano, messaggio all'anno che si chiude.

>>>(mp3): Death In Plains - Brown eyes (Lady GaGa cover)

mercoledì 30 dicembre 2009

Rodízio completo mixtape

Rodízio completo mixtape
A volte un nastrone può servire anche solo a ricordare un determinato momento, diventare l'istantanea di una sera che nella sua cornice imprecisa racchiude forse un po' inconsapevole un'intera stagione. Amici intorno a una tavola, nuove famiglie, chiacchiere di concerti visti e da vedere, biglietti aerei di sola andata, un paio di caipirinha, canzoni appena riscritte che ti chiedi dove sarai quando le ascolterai. Nella tua testa scorri i giorni avanti e indietro proprio come gli altri intorno sfiorano il piccolo schermo mentre cercano l'applicazione giusta.
Dieci portate e una lunga notte per ricordarle tutte.

1) Dominant Legs - About My Girls
2) Beach Fossils - Time
3) Fluffy Lumbers - Adoration
4) Air Waves - Knock Out
5) JJ - Things Will Never Be the Same Again
6) Hess Is More - Ssshhhh
7) Woods - To Clean
8) Family Portrait - Mega Secrets
9) That Ghost - The Red Bow
10) Magic Wands - Black Magic

(photo by ACE)

martedì 29 dicembre 2009

"The art is in the selling"


Arrivati a questo punto, ne avrete ormai abbastanza delle classifiche dei dischi di fine anno. Un'ultima segnalazione, però, mi pare il caso di farla: la settimana scorsa Matthew Perpetua ha postato un interessante confronto fra la Top10 di Pitchfork e le vendite reali degli album. Si tratta - forse non troppo a sorpresa - di cifre abbastanza considerevoli. Qui stiamo a parlare tanto di nicchia, di fine del mercato, e poi nei primi dieci posti di una classifica presa più o meno a riferimento da tutti, il disco che ha venduto di meno, quello dei Girls, (uscito comunque nella seconda parte dell'anno), ha fatto 19 mila copie. I "campioni" dell'indie del 2009, gli Animal Collective, 131 mila; i Grizzly Bear mille in più. L'abbattimento delle differenze tra quello che una volta si chiamava underground e quello che si crede mainstream è anche (o soprattutto?) una questione di soldi.

>>>(mp3): The Sound - Music Business

(grazie a Jonathan per il link - foto di Chiara)
Looking for something to fully embrace


È uscito ieri in free download per Cosy Recordings (già casa di Garlands, Budgies, Tafra e After-School Sports) un nuovo singolo dei nostri amati Cats On Fire. Si intitola The Hague e vede la band finlandese in una forma più acustica, morbida e intimista (meno Smiths e più Kings Of Convenience, la prima impressione). La side A viene presentata come "pointless complaining, to make other people's pointless complaining appear less so", tanto per non farci mancare la consueta ironia dei Cats On Fire. La canzone appare anche sulla compilation Matinée Grand Prix della label californiana Matinée Recordings.
(grazie ad Acrylic Age per la segnalazione)

>>>(mp3): Cats On Fire - The Hague
re: Playlist #6

Inutile - opuscolo letterarioInutile - opuscolo letterario è un mensile autoprodotto che si trova sia in pdf sia su carta: un elegante A3 che piegato diventa più piccolo di una polaroid: da una parte rivista, dall'altra poster.
Come (quasi) ogni mese, in mezzo ai loro racconti, recensioni e poesie, hanno pensato di mettere una rubrica di canzoni da scaricare per accompagnare la lettura, e hanno gentilmente invitato noi a scegliere la musica.
Ecco la playlist del numero di dicembre che mi stava quasi per scappare (anche se poi resta sempre lì, pronto per essere scaricato):

1) Tap TapHalf Moon Street
Non abbiamo niente in comune tranne questa notte, questa luna a metà e quello che succederà dopo questa corsa in taxi. Lascia perdere tutti i tuoi discorsi, non farmi sentire stupido, so farlo benissimo da solo.

2) The Leisure SocietySave It for Someone Who Cares
"We get by swilling with the taste of the now and then". Ha quasi del miracoloso come certe canzoni, ancora oggi, riescano a farti sentire come se fossero da sempre state con te.

3) Afternoon NapsThe Day We Started
E mi chiedi anche se mi ricordo come è cominciata. "It was a glorious day": sì, glorioso e memorabile come tutte le generazioni di melodie tweepop racchiuse dentro questo ritornello.

4) Pants Yell!Someone Loves You
Tutto sembra ordinario e ragionevole nelle canzone dei Pants Yell!, ma niente va come dovrebbe andare, e rimane solo una tristezza così sconfinata e così educata che non si sa più cosa dire: "I’ll be ok, If you miss me, I’ll promise I’ll miss you".

5) Clare And The Reasons - Ooh You Hurt Me So
Ooh, mi fai così male. Ooh, sì, tanto male. Ooh, sì, ancora così. Mmh, quanto mi fai male. Senti i campanelli. Fanno un po’ Natale. È quasi Natale, non dovresti farmi male. Ooh, mi fai così male. Mmh...

lunedì 28 dicembre 2009

The Angry La's

The Angry La's
Ho appena scoperto che James Ausfahrt, il sassofonista dei Love Is All, ha (o aveva, non si capisce molto) questo sgangherato side project in cui milita anche Stefan Strömberg, ovvero Agent Simple (mi piaceva un bel po' ma poi era sparito).
The Angry La's è un gioco di parole da quattro soldi, ok, ma le canzoni, rimaste per ora in forma di demo, mostravano il tiro giusto, tra garage improvvisato e sguaiata bassa fedeltà.

>>>(mp3): The Angry La's - I Don't Think We Should Be Friends No More
"Non esiste nessun criterio scientifico"

Testo di Marina Pierri, foto di Giulia Mazza: andiamo a conoscere Ryan Schreiber, fondatore di Pitchfork.

venerdì 25 dicembre 2009

I wish it could be Xmas everyday (5)

Sarà l'età o il vino buono, ma questo Natale mi sono divertito perfino a fare le visite ai parenti. Il fatto è che ho avuto in testa tutto il giorno la canzone di Natale di Casablancas. Quel video che ha postato ieri Fede, all'ultimo Natale del decennio che si era aperto per me proprio con gli Strokes, è stato un bel modo di festeggiare tutto il tempo che è passato.
Prima di tornare ai brindisi, vi lascio qui la canzone presa proprio da Fuck Yeah The Snow, la compilation di Natale di La Belle Epop e vi faccio un sacco di auguri.

>>>(mp3): Julian Casablancas - I Wish It Was Christmas Today

giovedì 24 dicembre 2009

La nostra Classifica dei Dischi del 2009

La nostra Classifica dei Dischi del 2009Quest'anno arriviamo lunghi, appena un attimo prima del Natale, ma l'inevitabile e inesorabile rituale della Classifica dei Dischi dell’Anno non ve lo risparmiamo nemmeno in questa nona stagione di polaroid alla radio. Come ogni anno, poi, metto subito in chiaro che qui non pretendiamo di stabilire quali sono stati "i migliori dischi del 2009". Ci piace soltanto tenere un piccolo diario in musica di questo mesi ormai passati. Ecco dunque le classifiche dei due conduttori: entrando, sulla sinistra La Fagotta e proprio accanto il sottoscritto. La puntata in cui le abbiamo maldestramente suonate alla radio la trovate come sempre su Vitaminic.

10) Great Lake Swimmers, Lost Channels
Tra Grizzly Bear, Local Natives e altri barbuti più quotati questo è il mio "Disco Vecchiazzo" del 2009. Sospeso tra ballate à la R.E.M e le morbidezze di Barzin il talento di velluto di Tony Dekker è uno dei segreti meglio custoditi della scena canadese.

9) Passion Pit, Manners
Dall'Ep "Chunk Of Change" in poi, le canzoni di questi bostoniani si sono sentite in qualsiasi teen drama. Con un falsetto che inchioda e un'ingenuità che li fa sembrare una bozza nerd degli MGMT, il debutto dei Passion Pit bada di più al pop e meno allo stile.

8) The Drums, The Drums demo
Scelgo il demo e non Summertime, l'Ep di esordio di questo duo statunitense perché una canzone come "I Felt Stupid" l'aspettavo da anni.

7) Dent May & His Magnificent Ukulele, The Good Feeling Music of Dent May...
Il debutto di un crooner goffo ed eccessivo, replicato nella seconda metà dell'anno dall'esordio dell'alter ego soul Mayer Hawthorne, fuori per un soffio da questa top ten ma degno di menzione.

6) Marcilo Agro E Il Duo Maravilha, Sono Uscite Le Materie
La parola si fa musica, anche quando si tratta soltanto di una pagina strappata da una Smemo dell'89.

5) The Pains Of Being Pure At Heart, S/T
Le facce pucci dell'hipsteria. <3!>

4) Fine Before You Came, Sfortuna
La prima prova in italiano della band milanese si trasforma in un capolavoro di rimpianto e perfezione.

3) Phoenix, Wolfgang Amadeus Phoenix
Perché ci sentiamo tutti meno brutti ascoltando i Phoenix.

2) Andrew Bird, Noble Beast
Una presenza costante nelle mie classifiche, protagonista anche del live più bello del mio 2009, al Musicdrome di Milano. Memorabile.

1) Fanfarlo, Reservoir
Esordio, autoprodotto e inglese. Nessuna di queste caratteristiche sembra verosimile e invece descrive davvero il disco dei Fanfarlo. L'aggettivo definitivo è "eccellente".

10) Suburban Kids With Biblical Names - #4
E chi sono io per non mettere nella mia Top Ten dell'anno un disco (per di più svedese!) che mi campiona?

9) Uochi Toki - Audio Libro
Un album di un'intelligenza feroce
, come tutto ciò che produce il duo. Ascoltatelo, fatelo ascoltare e fatelo pure studiare nelle scuole.

8) Dent May And His Magnificent Ukulele - The Good Feeling Music Of Dent May...
Sarà per le dimensioni, ma l'ukulele non viene preso mai sul serio. Eppure le canzoni di Dent May traboccano amore e tristezza, folle dedizione e autoironia, con un tocco fanciullesco adorabile.

7) The Calorifer Is Very Hot! - Evolution On Stand-By
Per fortuna che avevo altro a cui pensare, altrimenti quest'anno sarei diventato matto per stare dietro ai Caloriferi e al loro secondo album. L'indiepop scalcagnato come piace a me.

6) The Wave Pictures - If You Leave It Alone
Meno immediato e "meno Hefner" del precedente Instant Coffee Baby (mio disco dell'anno 2008), più denso e misurato, altrettanto formidabile, di una bellezza quasi autunnale che non si mostra e non si consuma in fretta.

5) A Classic Education - First EP
Per citare proprio loro, "what my life could have been" senza gli A Classic Education negli ultimi due anni?

4) Girls - Album
Immediato, necessario, divertente amore a prima vista. Così si fa.

3) Darren Hayman & The Secondary Modern - Pram Town
"Questo è un disco sulle buone idee che riescono male". Questo è un disco sull'amore che nasce, invecchia e si spegne dentro città progettate da una modernità ormai anacronistica. Questo è un disco sulla speranza che porta fuori strada, con le migliori intenzioni.

2) The Pains Of Being Pure At Heart, S/T
Per qualcuno sarà troppo “carino”, troppo “vecchio”, troppo “educato”, ma la loro semplice formula di pop + rumore a me fa perdere la testa.

1) Let's Wrestle - In the Court of the Wrestling Let's
Il disco è uscito quest'anno ma è come se fossimo insieme da una vita.




martedì 22 dicembre 2009

I wish it could be Xmas everyday (4)

Con un nome così, non potevano certo farsi mancare la compilation natalizia, ed ecco quindi l'ep A Christmas Treasury curato dalla Holiday Records.
Sei tracce (presenti tra gli altri The Señors of Marseille e Bonfire Kids) per una piccola raccolta dai toni forse un po' troppo malinconici e dimessi, ma del resto il periodo delle feste a volte è anche un po' così.

>>>(mp3): Church Library - Have Yourself A Merry Little Christmas

Non è proprio a tema ma comunque è sempre un bel regalo: i Did mettono in free download il Kumar Solarium Live Ep registrato e mixato da Bruno Germano (Vacuum Studio, Settlefish) alla Fondamenta Jahier di Milano in occasione del release party lo scorso 8 ottobre. Quattro pezzi per sciogliere il ghiaccio e scuotersi la neve di dosso.

>>>(mp3): Did - Saturday Night (live)

Realism, il nuovo album dei Magnetic Fields uscirà soltanto il prossimo 26 gennaio, ma probabilmente complice il clima natalizio oggi NME se ne è uscito regalando una fantastica anticipazione, proprio a tema natalizio.
Stephin Merritt sembra aver abbassato riverberi e distorsori, e questa canzone è una piccola gemma di folk pop. Quando entra il coro tedesco è come se cadesse la neve su mille alberi di Natale in un solo colpo.

>>>(mp3): The Magnetic Fields - Everything Is One Big Christmas Tree

lunedì 21 dicembre 2009

Death of a CEO

Kommun
Dopo la Death of a Disco Dancer di Smithsiana memoria, e la Death of a Party dei Blur nel decennio scorso, quale titolo più adatto a questa nostra epoca di crisi di Death of a CEO?
Sta finendo l'anno e stava quasi per sfuggirmi questo album uscito per Hybris un paio di mesi fa. Il nome Kommun è nuovo, ma in realtà racchiude componenti di noti Sibiria, Vapnet e Bedroom Singer, a cominciare dalla voce di Martin Hanberg.
Si mantiene la cifra stilistica di un pop limpido e in superficie spensierato, ma sono i testi, qui per la prima volta in inglese, a rendere il gioco più sottile: piccole storie di frustrazioni da terziario, sintomi del precariato che si diffonde dal posto di lavoro ai sentimenti. L'insoddisfazione regna sovrana nelle canzoni dei Kommun, e allora tanto vale rubare tutto e fregarsene degli altri: "it's not theft if you're already rich".

>>>(mp3): Kommun - When We Were Whining

sabato 19 dicembre 2009

Radio Città dell'Aperitivo Metropolitano

La Pillola

Il messaggio sul sito della radio è chiaro: "la neve non ci fermerà: dalle 19 alle 22 scatta l’aperitivo per la fine della Campagna Abbonamenti 2009 di Città del Capo Radio Metropolitana. Dove? Alla Pillola 400, in Via Algardi 3/A, zona Bolognina". A mettere un po' di dischi ci saremo Morra Mc e io. Ci si vede a banco!

venerdì 18 dicembre 2009

Affittasi ubiquità
"Evolution on freakout" edition


Arduo dilemma questa sera: andare al Covo per sostenere The Calorifer Is Vey Hot!, che sotto le Due Torri mancavano da troppo tempo e presentano il loro secondo album Evolution On Stand-By (ve ne ho già parlato, vero?), oppure trasferta al Mattatoio Club di Carpi (MO) per presenziare al live di Banjo Or Freakout (*), finora sempre mancato per contrattempi mirabolanti?
Serata fun fun fun e danze sciabolate oppure l'evento da poter vantare poi a banco, commentando le Top Ten di fine anno?

>>>(mp3): The Calorifer Is Very Hot - Skipping Brain
>>>(mp3): Banjo Or Freakout - Upside Down
I keep busy so I don't fall into pieces

Pants Yell!
Con i Pants Yell! è sempre così: la prima impressione è che ogni volta manchi qualcosa. Le canzoni di Andrew Churchman traboccano di compostezza anche quando dovrebbero riguardare qualcosa di straziante. Come certe parole secche, dette in fretta alla fine di una storia d'amore, il cui ricordo torna a galla mesi dopo, tu avresti la risposta pronta ma ormai è inutile. "If you'll miss me... I promise I'll miss you".
Il nuovo album Received Pronunciation spoglia il pop tra Smiths e Go-Betweens della band di Cambridge e accelera i tempi. Tutto arriva e finisce in meno di mezz'ora. Nonostante le consuete arguzie, si percepisce un'impazienza, un desiderio di ruvidezza, come se stavolta la rabbia e la frustrazione sotto il cardigan non potessero essere trattenute del tutto. "I tried to make things better. Better just won't work for you".
Forse la magia non eguaglia il precedente Allison Statton, ma in fondo ai Pants Yell! non si chiede di rovesciare il mondo a ogni disco. E mi dispiace davvero molto sapere che questo sarà l'ultimo.
La prossima primavera dovrebbero arrivare in Europa per un tour d'addio. Incrociamo le dita.

>>>(mp3): Pants Yell! - Rue de la Paix (live at Bell House, NY, 2009-11-14) - via NYCtaper
>>>(mp3): Pants Yell! - Someone Loves You

(pic by Nicki Ishmael)

giovedì 17 dicembre 2009

Su polaroid canzoni su polaroid

Allo, Darlin'
Avevo trovato quasi per caso un suo assurdo ep su cd-r intitolato Henry Rollins Don't Dance un paio di estati fa all'Indietracks Festival. Canzoncine all'ukulele registrate in cameretta, la batteria prestata da qualche amico e giocatoli sparsi sul pavimento. Era divertente, con quella tenerezza che ti faceva pensare fosse un regalo fatto a mano apposta per te.
La primavera scorsa avevamo saputo che Allo, Darlin' era entrata nella scuderia della Fortuna Pop!, e ora arriva la prima anticipazione di quello che sarà il suo album di debutto, previsto per il prossimo febbraio.
Si intitola The Polaroid Song, e non poteva quindi non finire su questo blog. Esce in 7'' e le prime cento copie conterranno anche vere polaroid, utili anche per partecipare a un concorso che vede in palio un concerto a casa vostra della stessa Allo, Darlin' (uhm, mi ricorda qualcosa).
Una melodia sbarazzina, a quanto pare ispirata dalla decisione della Polaroid di terminare la produzione delle storiche pellicole, e la cui ambizione è quella di sembrare uscita dalla colonna sonora di un film di John Hughes. Permesso accordato. Non male anche la b-side Will You Please Spend New Year's With Me?, che si muove tra i Moldy Peaches e le Rough Bunnies più sentimentali.
L'etichetta londinese è poi così generosa da mettere le canzoni anche in free download. Say cheese!

>>>(mp3): Allo, Darlin' - The Polaroid Song
>>>(mp3): Allo, Darlin' - I Wanna Be Sedated (Ramones cover)

mercoledì 16 dicembre 2009

Polaroid sulla luna

Per tutta questa settimana Città del Capo Radio Metropolitana è in campagna abbonamenti, e una delle cose che mi diverte di più, oltre ai tanti quiz e ai tanti premi per gli ascoltatori, è che il palinsesto viene completamente stravolto.
Questa sera, per esempio, polaroid anticipa le trasmissioni alle 20 e sarà in compagnia di Chiara e Marta, ovvero le ragazze di Moontalk, il nuovo eccezionale programma notturno partito qualche settimana fa.
A tra poco, sui 94.7 e 96.3 in modulazione di frequenza per Bologna e contee limitrofe, nonché in streaming.
I wish it could be Xmas everyday (3)


Resti via dal web un paio di giorni sotto Natale e succede il finimondo. Mi ritrovo con una quantità di compilation e singoli a tema stagionale (tutti in free download) che ci sarebbe da ascoltare da qui al Natale dell'anno prossimo.
Segnalo al volo la Domino Records Christmas Joy, che non è affatto natalizia ma è comunque un bel regalo e contiene brani da alcuni bei dischi del 2009 (Spiral Stairs, Eugene & The Lizards) e alcune anticipazioni del 2010 (Final Fantasy).

>>>(mp3): Final Fantasy - Lewis Take Action

Decisamente più tradizionale è la mini-raccolta proposta dalla Where Is At Is Where You Are, che tra l'ennesima versione di Last Christmas e una inaspettata cover dei Beach Boys a cura di Hong Kong In The Sixties contiene anche il veterano Gregory Webster (Razorcuts, Sportique) che reintrepeta in versione acustica sé stesso insieme a Pam Berry dei Black Tambourine.

>>>(mp3): Gregory Webster - Winter

Sull'asse Romagna - Tokyo si muove invece Green Light Xmas, ep promosso dalla sempre attivissima webzine Sleepwalking Mag che raccoglie i nostri Tiny Tide insieme a tre band giapponesi, a me del tutto sconosciute.
Suoni a tratti abbastanza imprevedibili, ma ottimi per staccarsi dal tanto già sentito di queste settimane.

>>>(mp3): Margarine Beam - First Ever Christmas

Banjo Or Freakout, l'ormai celebre progetto solista di Alessio Natalizia (che ieri nel MAP ci è stato scippato dagli inglesi!), ha realizzato un intero Xmas Album, come di consueto tutto da scaricare sul suo blog. La raccolta, "recorded first take at home between December 3rd and December 13th 2009" si chiude proprio con quella Blue Christmas che aveva regalato alla compilation di polaroid un paio d'anni fa. Disco abbastanza stupefacente, al di là dell'apparente categoria dei "dischi di Natale": non fatevi trarre in inganno dai titoli delle canzoni.
Segnalo anche che Banjo Or Freakout sarà in concerto venerdì sera al Mattatoio Club di Carpi (Modena), all'interno del Control+C Festival.

>>>(mp3): Banjo Or Freakout - Blue Christmas
MAP - Music Alliance Pact #15

 MAP - Music Alliance Pact
Secondo Natale insieme al progetto internazionale MAP - Music Alliance Pact: 33 blog di tutto il mondo (salta un turno il Brasile) hanno selezionato per voi una band interessante del proprio Paese e vi regalano una canzone.
Per chi non ha idea di cosa si sta parlando, questo è il riassunto delle puntate precedenti: 1 / 2 / 3 / 4 / 5 / 6 / 7 / 8 / 9 / 10 / 11 / 12 / 13 / 14.
Gli italiani di questo mese sono stati scelti in base al vero motore della nostra economia nazionale, ovvero il Conflitto d'Interesse: ecco a voi quindi la title track del secondo album per The Calorifer Is Very Hot! (ho pagato una quota della produzione: lasciatemi fare un po' di pubblicità). Al telefono il direttore marketing mi ha garantito che sono una delle migliori band indiepop in Italia: a me sembrano abbastanza scalcagnati, ma devo ammettere che le loro canzoni mi si piantano in testa. E poi vedo che piacciono alle ragazze.
Questa è la playlist di dicembre, compreso il link per scaricala tutta in un colpo solo.

>>>(mp3): The Calorifer Is Very Hot! - Evolution On Stand-By

domenica 13 dicembre 2009

A polaroid for Christmas 2009

A polaroid for Christmas 2009
ITLa mattina del 13 dicembre le ragazze scandinave indossano vesti candide e una corona di candele accese. L'oscurità della notte di Santa Lucia, che secondo il Calendario Giuliano era la notte più lunga dell'anno, è ormai alle spalle e la luce può ritornare. Ci si scambia doni, si preparano dolci tradizionali, si canta in coro e prende il via il periodo delle festività.
Come già l'anno scorso e quello prima, anche polaroid ha deciso di entrare nello spirito natalizio e di provare a farvi un piccolo regalo. Ho chiamato un po' di amici e di band e ho chiesto se volevano scrivere una canzone adatta a questa stagione, o almeno suonare una canzone che mi facesse compagnia mentre addobbavo l'albero di Natale. Ancora una volta, le risposte sono state superiori a ogni aspettativa.
Ringrazio tutti i musicisti che hanno partecipato, sono stati fantastici: qui sotto trovate tutti i link. Spero che vi piaccia. È una polaroid per Natale, per fare un po' di auguri a tutti.

ENGOn the morning of December 13th, scandinavian girls wear white robes and a crown of candles. The darkness of the night of Saint Lucia, which according to the Julian Calendar was the longest night of the year, is now behind us and light can return. People exchange gifts, prepare traditional sweets, sing in choir and kick off the holiday period.
Like last year and the year before that , polaroid blog decides to enter Christmas spirit and tries to bring you a small gift. I called some friends and some bands, and asked them if they wanted to write a song for this season, or at least play a song that could keep me company while decorating the Christmas tree. Once again, the responses exceeded all expectations.
I thank all the musicians who participated, they were fantastic. Below you can find all the links. I hope you like it. It's just a polaroid for Christmas to send some greetings to everyone.


1) My Bubba & Mi - Pumpkin Pie
2) The School - Let Me Be the Fairy on Your Christmas Tree Tonight
3) His Clancyness - Memories Are Made of This
4) The Lost Cavalry - Stop the Cavalry (Jona Lewie cover)
5) Corazón - El regalo
6) Electric Assembly - Heading for a Fall
7) Karin - Poets Don't Know
8) Parker Lewis - Christmas Card From a Hooker in Minneapolis (Tom Waits cover)
9) Stars In Coma - Red Glittery Colors
10) Magpie - Fog


A polaroid for Christmas 2009

giovedì 10 dicembre 2009

We'll watch the clouds from above


Ieri sera tardi, mentre ero in macchina, a Lains for Laions hanno passato un remix di Mayer Hawthorne che non avevo mai sentito. Era apparso in rete, spiegava il conduttore Cristian Adamo, un quarto d'ora prima della trasmissione.
Lo ha curato Aquadrop, produttore milanese, che è riuscito a innestare un elemento straniante, liquido e inafferrabile nel sensuale soul del cantautore di Los Angeles. Da loop.

>>>(mp3): Mayer Hawthorne - Green Eyed Love (Aquadrop remix)


(pic by studionumber9)
I wish it could be Xmas everyday (2)


Trentacinque minuti di improvvisazione pianistica si potranno reggere se ce li propone Jason Lytle, voce degli storici Grandaddy (che qui però non canta una parola)?
Mah, magari sì, se in più ci aggiungiamo che questo ep Merry X​-​Mas 2009 è il suo regalo di Natale in free download, e quindi ci lascia anche la possibilità di (mooolto) prolungati ascolti ammazzacaffè da dopo-cenone.

>>>(mp3): Jason Lytle - SepDecember Song
We're gonna sing 27 songs with all of our friends...


Dopo due album di cui hai scritto tutte le canzoni è plausibile che anche gli altri componenti della tua band vogliano trovare il proprio spazio. Ma quando la tua band ne conta 27 forse le cose si complicano. Oppure sono svedesi.
Ecco qui le prime anticipazioni fuori di testa del prossimo album degli I'm From Barcelona: una canzone per ciascuno, triplo vinile, free download, dal 27 gennaio.

mercoledì 9 dicembre 2009

We get by swilling with the taste of the now and then


Dopo averlo fatto in radio, mi piace ringraziare anche qui sul blog Aurelio per averci consigliato qualche settimana fa, nella sua rubrica a polaroid, i Leisure Society. Da quella sera, il disco d'esordio della band di Brighton (prima autoprodotto e poi ristampato dalla Full Time Hobby) è diventato uno dei miei ascolti preferiti di questo inverno.
Calmo folk che guarda al pop più maturo (Beach Boys) e sa trovare un suo posto vicino al cuore quasi senza farsi notare. Anche per via dell'uso delle voci, il paragone più diffuso è quello con i Fleet Foxes, ma in qualche modo filtrati da una sensibilità british, da un poetico understatement, nonché, a quanto pare, da una certa predilezione per le alte gradazioni alcoliche.
Menzione speciale per la qualità non comune dei testi e per la bella grafica della nuova edizione dell'album (con il cd bonus A Product Of the Ego Drain), curata da Matt Lloyd.

>>>(mp3): Save It For Someone Who Cares
>>>(mp3): Cars (Gary Numan cover)
Mancano i Clap Your Hands Say Yeah

... ma è moderatamente divertente lo stesso: la lista dei 100 migliori nomi di band secondo Paste Magazine. Ci sono anche i Suburban Kids With Biblical Names!

>>>(mp3): Art Brut - Formed a Band
>>>(mp3): We Have Band – You've Had Band (demo)
When you hold out hope

Tra i tanti che hanno ricordato l'anniversario della morte di John Lennon (qui un ampio tributo di Rolling Stone USA) mi è capitato di leggere il necrologio che Robert Christgau pubblicò all'epoca sul Village Voice, e nonostante il tono un po' fatalista credo sia davvero un gran bell'articolo.

>>>(mp3): John Lennon - Working Class Hero (*)

lunedì 7 dicembre 2009

I wish it could be Xmas everyday (1)

È di nuovo quella stagione dell'anno in cui tutti i gruppi si mettono a cantare di alberi di Natale, neve fuori dalla finestra e regali da fare al proprio amore. Pur essendo ormai impossibile tenere il conto di tutte le canzoni nuove e le cover di classici (a dire il vero non sempre azzeccate), voglio comunque segnalare qui sul blog qualche bella uscita giorno per giorno, cominciando con una band abbastanza storica per la scena indiepop come i Boyracer (indispensabile un ripasso alla loro biografia sulla All Music Guide).
Stewart Anderson si è da tempo stabilito negli Stati Uniti, è sposato con Jen Turrell (anche lei nella band), manda avanti un ranch e continua a suonare. Hanno da poco messo in free download un Xmas EP contenente due cover (Ramones e Wizzard) e First Christmas, un adorabile pezzo originale dedicato alle loro figlie.

>>>(mp3): Boyracer - First Christmas

venerdì 4 dicembre 2009

Buon compleanno Trame!

Pur non essendo un dj, mi è capitato di mettere dischi in diversi bar e club, alle feste e ai matrimoni, in un museo e a una sfilata di moda, ma devo dire che una libreria ancora mi mancava, e sono ben felice di poter cominciare questa sera.
Ieri la libreria Trame ha compiuto quattro anni e oggi festeggia con l'inaugurazione di una nuova mostra fotografica (con le opere di due giovani reporter, Alice Caramella e Marco Billeci) e un aperitivo danzante.
A partire dalle 18 quindi mi troverete in Via Goito 4/c a mettere un po' di musica tra scaffali di libri e brindisi: praticamente un sogno.
Sul sito della libreria potete leggere anche qualche riflessione "dal campo" a proposito del non facile mestiere di libraio oggi (un mercato che probabilmente soffre quanto quello dei dischi).
Ci si vede (a leggere) a banco.
Memories for unseen histories

'Skull' by Brian Dettmer
Segnalo un interessante articolo pubblicato da Calum Marsh su Popmatters e intitolato "Reconsidering the Revival of Cassette Tape Culture". Potrà sembrare strano ma nel 2009 il tema è caldo: perfino io quest'anno ho acquistato tre o quattro album nuovi usciti solo su cassetta, e non dimentichiamo che in Italia abbiamo la Best Kept Secret, una delle più apprezzate (all'estero) tape label di ambito indiepop.
La moda oggi, in epoca di mp3 e internet, nonostante tutto si diffonde e Marsh si interroga se per caso non si tratti di un equivoco sull'appropriazione dei mezzi di produzione da parte di una fetta della scena underground: "The original champions of tape culture weren't interested in the product so much as the function: to get their music out there, into the hands of kids who wanted it, in a way that was fiscally feasible with modest budgets".
Lascio a voi leggere le conclusioni. A me pare che la componente "estetica/frivola" del mezzo mantenga comunque un valore di "contaminazione": contribuire a diffondere una certa consapevolezza circa le possibilità di creare e modificare gli strumenti che ci servono, di incidere con creatività sulla comunicazione.

(La scultura del teschio fatto con le cassette è opera di Brian Dettmer)


>>>(mp3): Comet Gain - The Ballad of a Mix Tape
>>>(mp3): Yes Cassette - Rewind to Kickstart
"The graph the record industry doesn't want you to see"


Grazie a una segnalazione di Phonkmeister, ho recuperato questo articolo del Times Labs Blog sui guadagni dell'industria discografica britannica suddivisi per tipo di incasso (dischi, concerti e diritti).
Ovvio, certe generalizzazioni vanno prese con le molle. Come specifica l'articolo, mancano i dati relativi a una ulteriore suddivisione tra artisti cosiddetti mainstream e i "pesci piccoli" (uno dei commenti più ricorrenti - sotto il pezzo c'è una bella discussione), ma credo che un certo trend sia abbastanza evidente.
Mi domando se sarebbe mai possibile fare qualcosa del genere per il mercato italiano.

giovedì 3 dicembre 2009

Si sciolgono i Let's Wrestle
(ma si riformano subito dopo)


Il live acustico dei Let's Wrestle negli studi di Città del Capo Radio Metropolitana, quando sono stati ospiti di MAPS un paio di settimane fa, è uno dei miei preferiti di tutta la stagione. So che Valido si commuoverà per le facce di Patrick Gonzales nel video qui sopra, mentre canta Diana's Hair con il trasporto di un bambino che ha imparato la poesia a memoria. L'intervista alla band è stata del tutto sconclusionata e imprevedibile, ma i ragazzi ci piacciono così. They are the men we have grown to love soon.

>>>(mp3): Let's Wrestle - We Are The Men You'll Grow To Love Soon (acoustic live at Maps)
Dude's got lights


La video session di His Clancyness su Neu Magazine, con tanto di lucine e canzone inedita, apre ufficialmente il periodo di Avvento anche qui su polaroid.

mercoledì 2 dicembre 2009

There's a wall and you just run through it


L'uscita del nuovo album, il terzo, l'aspettavo da un po'. Da qualche giorno su Last.fm stavano anche comparendo diverse date del prossimo tour. Ero già in fibrillazione. Finalmente ieri è arrivata la prima sostanziosa anteprima, e soddisfa tutte le mie aspettative: gli Shout Out Louds pubblicheranno Work il prossimo 23 febbraio e si può già ascoltare questa Walls. La canzone registrata a Seattle insieme al produttore Phil Ek (Shins, Fleet Foxes, Band of Horses) mostra un'ossatura più schiettamente rock'n'roll, ma ancora una volta è la voce di Adam Olenius a travolgere tutto, con quell'incrinatura di amara malinconia che non manca mai, nemmeno nei momenti più agguerriti, ed è un po' il marchio di fabbrica della band svedese. Il disco è già in preorder sul sito della Merge Records, mentre Filter anticipa la tracklist. Let's call this the comeback.

>>>(mp3): Shout Out Louds - Walls

martedì 1 dicembre 2009

Reading for zombies

Questa sera intorno alle 19, al Macondo (in Via del Pratello 22), Andrea Girolami e Jukka Reverberi metteranno in piedi un improbabile reading tratto da Milano For Zombies, con tanto di selezione musicale rigorosamente dubstep. L'evento chiude la prima parte della rassegna YouPost organizzata Bartleby Officina Letteraria. Io ci sarò, il marchettone sul libro lo scrissi già a suo tempo, quindi non mi resta che aggiungere "ci si vede a banco".
Polaroids From the Web
Oggi solo frivolezze, che ho bisogno di svago

- Cosa vuoi mai che succeda a entrare nella cameretta di Ezra Koenig? Su Spin il cantante Vampire Weekend racconta qual è il suo yogurt preferito e quanto gli piace giocare a Tetris.
>>>(mp3): Vampire Weekend - Cousins

- Meglio forse Devendra Banhart che fa il modello per un catalogo di gioielli post-etnici?

- Hipster Is the New Homeless: nuove frontiere dell'homeless chic (via Black Book)

- Lo storico mashup tra gli Strokes e la Aguilera fu una "accidental prophecy": Dorian Lynskey sul Guardian decreta A Stroke of Genius come la canzone del decennio. E ha qualche buona ragione.
>>>(mp3): Freelance Hellraiser - A Stroke of Genius (The Strokes Vs. Christina Aguilera)

- Puntuale come la morte, ecco arrivare inesorabile la raccolta con tutte le liste di fine anno di Fimoculous.

- Per fortuna so che troverò qualche spunto più originale nei suggerimenti per il Natale 2009 di FrizziFrizzi (ma per ora non ci voglio ancora pensare).

lunedì 30 novembre 2009

Light she was and like a fairy


Lunedì mattina di pigro scirocco sopra Bologna, sole pallido, nuvole grigie basse e veloci. Non è facile indovinare subito la colonna sonora per una giornata così. Trovo nella mail questo video delle Taxi Taxi!, giovane duo composto dalle gemelle Miriam e Johanna Eriksson Berhan, da Stoccolma, che avevamo già conosciuto e apprezzato negli anni di Indiepop.it e di Emmaboda.
È una cover della classica ballata folk Oh My Darling, Clementine, e se la scelta può sembrare a prima vista stucchevole, vincete la pigrizia e premete play. Le due fatine svedesi hanno davvero il dono di trasformare qualsiasi canzone in una piccola magia.
Dopo due ep, le Taxi Taxi! hanno da poco pubblicato il loro primo album vero e proprio, Still Standing At Your Back Door (Rumraket / Fierce Panda).

>>>(mp3): Taxi Taxi! - Oh My Darling, Clementine

venerdì 27 novembre 2009

You gotta figure out a way of letting go

A Classic Education - What My Life Could Have Been
A volte pieghi la testa al passato, ti rimane un'amore tra le mani e lo guardi senza sapere bene che fare. Parte una nota bassa di violino, crepita un riverbero incerto, ma subito incalza la batteria a scandire una risalita. Lo sventolare del mandolino sembra una domanda seria fatta con la faccia più ingenua del mondo. Cosa avrebbe potuto essere la mia vita? La melodia corre su e giù. La chitarra redime le pene dei puri di cuore. Puntare troppo in alto, arrendersi, bruciare tutti gli ideali? Stupido, la domanda che alla fine trovi la grazia di fare è: cosa sarebbe stata la mia vita senza di te?

Avevo parlato della Holiday Records giusto alla fine dell'estate. Sarà per la cura che mettono in ogni uscita, sarà perché pur essendo un progetto piccolo mostra una consapevolezza e una ricerca non comuni, ma la net-label di Jacob Graham e dei suoi amici, pubblicando più o meno ogni settimana un singolo in free download solo per il piacere di farlo, si è conquistata in pochi mesi un posto nel cuore di ogni indiepop fan.
Potete immaginare la mia sorpresa quando ho letto che nelle prossime uscite ci sarebbero stati proprio i nostri A Classic Education, e per di più con una delle loro migliori canzoni di sempre. Quella frenetica ed entusiasmante What My Life Could Have Been che avevamo scoperto all'inizio di quest'anno (tra parentesi: quanto sembra strano a volte ritrovare a distanza di tempo momenti memorabili della propria vita su YouTube?).
Questa versione è stata registrata a Londra insieme a Paul Jones della Stolen Recordings, la b-side è la cover di Toi di Gilbert Bécaud, mentre la copertina porta la firma della tastierista degli ACE, la fotografa Giulia Mazza.
Cosa si può volere di più? Oggi finalmente è arrivata, non metto l'mp3, scaricatela qui così vi fate anche un giro sul sito dell'etichetta.

giovedì 26 novembre 2009

Sometimes things are better left unsaid

Stricken City
Stricken City
Stricken City
Con una band come gli Stricken City va così: è quasi più divertente e funziona meglio mettere delle immagini che scriverne. Hanno quella grafica un po' naif un po' scuola di moda, piena di fenicotteri e pappagalli. Hanno quelle facce giuste da magazine giusto. Hanno quella cantante bella non solo in foto con una voce adatta allo scopo. Hanno pubblicato un ep (con dvd incluso) per Pure Groove e hanno trovato un buon titolo: Songs About People I Know. I riferimenti più citati sono Orange Juice, Sugarcubes e Young Marble Giants (ma a volte possono sembrare dei Long Blondes più introversi) e qui trovate le loro "10 principali influenze non musicali".
Ma a me la cosa che piace di più è questa canzone, forse nemmeno una delle loro migliori, perché in qualche modo mi ricorda i Life Without Buildings, che forse non saranno delle pietre miliari della storia dell'indie rock, però riescono sempre ad avvinghiarmi.

>>>(mp3): Stricken City - P.S.

mercoledì 25 novembre 2009

"Inebriato dal potere e da una vocazione messianica un po' hard degna dei pre-Matia Bazar"

La discussione intorno alla copertina di Rolling Stone mi sembra abbastanza mortificante. Si può dire che ci sono tutte le ragioni per indignarsi, così come si può dire che in realtà quell'immagine è già dissacrante di per sé; si possono sottolineare i passaggi più ironici dei vari editoriali impegnati a sostenere la paradossale tesi che Berlusconi sia la rockstar dell'anno (firmati da nomi quali Vincenzo Cerami, Silvia Ballestra, Stefano Pistolini, Alberto Piccinini e Francesco Bonami, oltre a quello del direttore Carlo Antonelli), così come si può notare quanto sappia di stantio l'intera faccenda.
Preso atto di tutto, lette le varie voci, e sperando di cogliere il messaggio in maniera meno grossolana di quella di un lettore del Giornale (e non solo), mi resta ancora la domanda: "perché?".
Per far parlare di sé? Per vendere più copie? Sarebbe una strategia di così breve respiro che non è possibile credere l'abbiano pensata.
E quindi? Era solo una battuta o si vuole sul serio utilizzare una forma di cultura popolare come metro per misurare il disastro di questo Paese? E a che scopo?
A un certo punto la Ballestra scrive di provare "nausea per l'invadenza nelle nostre vite di un certo tipino fino che continua a spuntare dai posti inaspettati". Leggendola non ho potuto fare a meno di pensare proprio al numero di Rolling Stone che avevo tra le mani, il quale sembra giocare la mossa della "denuncia" di tale invadenza e poi la asseconda con clamore.

update: Una bella analisi su Buoni Presagi.
update 2: Il commento di Fabio De Luca

lunedì 23 novembre 2009

The hard times of our adolescence


Teenage Parties End In Tears è una delle mie canzoni preferite di How Could a Village Turn Into a Town, l'ultimo album dei My Awesome Mixtape. Ne avevo anche pubblicato una prima embrionale versione giusto due anni fa. Mi piaceva il suo rimbalzare di gomma, l'uso del vocoder e l'incedere suadente della melodia. Su disco è poi diventata una cosa diversa, più ampia, complessa e orchestrale. La nostalgia delle adolescenze perdute mostra i suoi chiaroscuri, è meno autoindulgente.
Ora grazie a Mancho, bassista dei MAM, scopro questa cover per ukulele rosa realizzata dal sedicente Paco Garrayo, e tutto cambia ancora. All'inizio sembra uno scherzo, tra cimeli da festa delle medie e gli occhialoni a forma di cuore, il personaggio della canzone si trasforma in una marionetta ma alla fine scopre di essere triste per davvero. Il colpo di genio è l'attaccapanni di peluche in primo piano, di certo arrivato lì con una macchina del tempo, da cui scendono lacrime di stelle filanti.

>>>(mp3): My Awesome Mixtape - Teenage Parties End In Tears
>>>(mp3): My Awesome Mixtape - I've Dropped My 13th Party (demo)

In altre news legate ai My Awesome Mixtape è da segnalare il nuovo video di Hearts To Lend, ottimo lavoro realizzato da Opificio Ciclope che proietta la band in un contesto urbano, tra cemento e graffiti giganti, con tutto il modernariato delle C60 e dei vecchi tasti Rec & Play, e che soprattutto riesce nell'impresa di tenere fermo Maolo davanti a una telecamera. Ah, quante volte anch'io avrò ballato seduto per terra davanti allo stereo, a registrare cassette e a scrivere copertine.

mercoledì 18 novembre 2009

"Ogni canzone è ancora così eccitante"
Intervista ai Girls

Girls
Ormai è un anno che seguiamo ogni passo dei Girls, da quando siamo stati travolti da quella gioia pura che è Lust For Life. Il loro debutto, Album, è uno dei miei dischi preferiti di questo 2009 ed è quindi con immenso piacere che pubblico qui l'intervista con il cantante Cristopher Owens realizzata per MAPS da Jonathan Clancy, che ringrazio. L'intervista andrà in onda oggi pomeriggio dalle 15.30 sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana e potete anche ascoltarla in streaming qui (sia in versione originale che tradotta in italiano).


Una delle qualità di Album è la sua purezza cristallina, la sua immediatezza e la facilità con cui si insinua nel corpo. Com'è portare un disco e delle canzoni del genere in tour? Hai mai paura che dopo un po' la sua potenza e l'efficacia si spengano, la forza si affievolisca quasi come un fiore che sta perdendo i petali?
È vero che tutto cambia dopo aver suonato i pezzi per molto tempo "on the road", ma non so, è ancora una cosa così nuova ed eccitante per noi che non siamo arrivati a quel punto. Non ci ho nemmeno ancora pensato, mi sto divertendo così tanto a suonare i pezzi, proprio non ci penso.

So che scrivi musica e canzoni costantemente, e già quest'anno avete fatto sentire come b-sides e in session radiofoniche un sacco di pezzi finora inediti. Ti sembra cambiata la scrittura in questo periodo? Scrivi con uno stato mentale diverso o ne sei rimasto impermeabile? I testi parlano di storie diverse?
In realtà, non è cambiato niente, ho lo stesso approccio. Scrivo sempre di come mi sento esattamente in quel momento, non penso mai ai testi, le parole mi vengono fuori casualmente tutte in una volta. Se sto avendo difficoltà mi fermo, lascio perdere per un attimo la canzone. Sì, le nuove sono diverse, per forza di cose, parlo di come mi sento adesso.

Una delle cose forse sottostimate di Album è il perfetto fluire dei pezzi, la sequenza delle canzoni. Il disco è stato il nostro "album della settimana" e ci siamo accorti che ha veramente un tocco magico nel suo incedere: è un'opera del 2009 ma ha quel "sentire" da disco evergreen, classico, senza tempo. Ogni canzone è posizionata perfettamente. Avete lavorato molto all'ordine dei brani?
Non abbiamo impiegato molto tempo a decidere: ci siamo seduti ed in dieci minuti avevamo le idee chiare. Alcune scelte erano per noi abbastanza ovvie. Io e JR ci siamo trovati subito d'accordo sul dove posizionare le canzoni. Alcune già dovevano avere un posto preciso, come
Lust For Life (per prima) e Darling (ultima). Volevamo mantenere il disco sempre interessante, mai troppo lento, un flusso costante. È stato un lavoro facile quando ci siamo seduti nello studio di mastering.

Quando avete registrato il disco c'era già l'intento di mantenere una certa crudezza, di non smussare troppo gli angoli?
Sì, assolutamente: in parte questo c'è, ma volevamo anche registrare ogni tipo di canzone che ci andasse di registrare. Non ci interessava avere un suono unico. Tutte le canzoni andavano bene, anche se erano diverse tra loro. Abbiamo così tante influenze e volevamo comprimerle tutte nel disco. Volevamo renderlo coeso solo dal semplice fatto che siamo noi a suonarlo.

Qual è la canzone più vecchia che hai scritto sul disco e quale la più recente?
La prima canzone è stata
Headache, l'avevo scritta per il mio vecchio gruppo Curls. Quella, insieme alla canzone intitolata proprio Curls, sono le più vecchie. Le ho scritte nel 2006, mentre il resto del disco è datato 2007.

Headache è una canzone abbastanza diversa dalle altre: è una delle mie preferite, a volte ci sento quasi degli strani echi alla Pulp, ovviamente più storti...
Sì (
ride), a volte mi dicono anche Chris Isaak!

C'è una canzone in particolare a cui ti senti veramente legato, che ti sei veramente divertito a registrare?
Tutte!
Ghost Mouth è una delle mie preferite, sia per come è stata scritta, sia per la registrazione: amo la produzione di quel pezzo, siamo riusciti a fare delle cose interessanti. Ma sai, è comunque la prima volta che ho la possibilità di far uscire un disco e quindi sono emozionato per tutte le canzoni. Ogni canzone è ancora così eccitante per me.

Molte b-side ora edite, come Solitude o Life In San Francisco, sono al livello del disco: non le avete messe semplicemente perché sono arrivate dopo?
Sì, sono state registrate solo di recente. Volevamo 12 canzoni per il disco e c'erano già. Purtroppo (
ride) siamo arrivati tardi con quelle!

Solitude è veramente strepitosa...
Grazie, secondo me va a dimostrare che stiamo ancora imparando, stiamo migliorando piano piano.

Citi spesso Ariel Pink e Holy Shit come influenze molto importanti per te. Che cosa ti hanno dato?
L'idea molto semplice di suonare musica, ad un livello alto, dedicare a questo tutta la vita. Matt e Ariel vivono per scrivere e suonare musica, sembra una cosa ovvia ma è incredibile quando vedi qualcuno che ne è ossessionato come loro. Quando ho iniziato a suonare con loro mi sentivo così e mi hanno influenzato, mi hanno dato ispirazione, mi hanno spinto a perseguire i miei obiettivi con la musica. Come dicevo prima, noi volevamo registrare qualsiasi tipo di canzone, saltare tra i vari generi e questa è una cosa che ho imparato da Ariel Pink.

Questo amore e questa ossessione per la musica immagino tu l'abbia trovati anche in JR? Sembrate veramente un duo?
Sì, certo, appena abbiamo iniziato a lavorare assieme ce ne siamo resi conto. Ognuno dei due ha dei compiti ben precisi, io faccio quello che devo fare io e lui fa quello che deve fare lui.

C'è stata molta attenzione al tuo background... È una cosa che dopo un po' ti ha dato fastidio?
Un po' sì, la gente si sta fissando su questa cosa. Capisco perché sia interessante e che sia molto importante conoscere chi hai davanti, però ora il livello di attenzione è un po' troppo esagerato, mi dà un po' fastidio. Mi sembra già di aver raccontato da dove provengo, quanto ne devo parlare ancora? Non c'è molto altro che abbia voglia di raccontare.

L'unica cosa che ti voglio chiedere è se nei tuoi tanti viaggi da adolescente sei mai capitato in Italia.
Sì, nel periodo in cui ho abitato a Lubiana, prendevo il treno per andare a Trieste per suonare, suonavo tantissimo. Andavo in Austria oppure andavo a Trieste con il treno, è l'unico posto che ho visitato. Suonavo per strada, nei bar e nei ristoranti.

San Francisco è finalmente un posto che puoi chiamare "casa"?
Si, non riesco ad immaginarmi nessun altro posto dove potrei abitare.

Nei vostri artwork avete scelto di usare sempre visi di ragazze, a volte sembrano quasi delle foto sentimentali, nostalgiche. Dall'altra parte avete un immaginario nei video vicino al porno, pieno di promiscuità, con una forte presenza di droghe, insomma un lato più eccessivo. Questi due aspetti fanno parte della personalità della band?
Sì. Le foto le faccio tutte io, ritraggono ragazze mie amiche. Mi piacciono, sono sentimentali, sono tutte persone vicine a me. La scena a San Francisco è così, siamo una famiglia, tutti vicini, è bello e divertente. La realtà è anche l'altro lato, rispecchia la nostra vita, siamo così. C'è un focus sul cercare di rendere queste situazioni "belle", questa è la nostra estetica. Tutti i nostri amici sono legati a quello che stiamo facendo, c'è una bella comunità qua, un bel feeling e ci piace farlo vedere nei nostri video, nelle copertine, eccetera.

So che vi portate spesso in giro la vostra amica fotografa Sandy Kim. Le sue foto e le tue foto hanno decisamente dato una identità ed uno spirito alla band.
Si, lei è una fotografa da tanto tempo, aveva iniziato a passare da casa nostra tanto tempo fa, prima che fossimo una band, faceva tutte queste foto e le metteva sul suo blog, faceva le foto ai nostri amici, eccetera. E così le abbiamo chiesto se potevamo usarle, è una tipa in gamba, divertente, l'abbiamo anche portata in tour, ci piace averla intorno e fa delle foto meravigliose.

Volevo chiederti qualcosa su ciò che ti ha influenzato nello stile vocale, in particolare i cantanti che ti hanno ispirato. Questa mattina ascoltavo Like Flies on Sherbert di Alex Chilton e mi sei venuto in mente, per il modo crudo e diretto con cui canti.
Eh, non che io sappia, non è una mia influenza. Io amo i testi e la voce di David Bowie, mi piace il fatto che abbia mille tipi di voce, ha quella voce da crooner, poi cambia e diventa subito irriverente e quasi punk, ha tantissimi registri. Io cerco di fare così. Ariel Pink è un'altra grande influenza, anche Billy Corgan a volte. Non so, da una canzone all'altra cerco quasi sempre di copiare qualcuno. In alcuni pezzi nuovi mi ispiro ad Elvis.

Quali sono i dischi che ti porteresti sempre su un'isola deserta?
Il disco di Ariel Pink (
ride), il mio disco, Mellon Collie And The Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins, un disco di Michael Jackson, un album di Randy Newman, uno di Elvis Presley e uno degli Suede.

Quale disco degli Suede?
Non so è dura, li adoro tutti, forse Dog Man Star oppure Trash.

È vero che sei un grande fan dei Felt?
Si sono un loro grandissimo fan. Ho conosciuto Lawrence qualche giorno fa ad un nostro concerto a Londra. È stato incredibile, ero ultra nervoso ma è un tipo proprio in gamba.


>>>(mp3): Girls - Headache
>>>(mp3): Alex Chilton - Girl After Girl